Mega polo scolastico: un attacco alla qualità di vita dei bambini e all’ambiente
Una proposta alternativa: due nuovi centri scolastici in località Vigna Grande e a Ponte Storto, in linea con i canoni dello sviluppo sostenibile.

L’edilizia scolastica di Castelnuovo di Porto, oggi, è costituita da edifici situati sia nel centro urbano sia nella frazione di Pontestorto.
Nel Centro urbano abbiamo l’edificio di tre piani risalente ai primi anni venti situato, in via Roma 5, che accoglie la scuola materna statale, comunale e la scuola elementare; l’edificio di due piani situato in via A. De Gasperi, che accoglie la scuola media.
Nella frazione di Pontestorto abbiamo un edificio basso su un piano in località “Le Terrazze”, che accoglie la scuola materna statale; un edificio basso su un piano in località “S. Lucia”, che accoglie la scuola elementare.
La popolazione scolastica totale è di 860 alunni (a.s. 2003/2004), di cui circa il 30% residente a Pontestorto e zone viciniori. Di questi circa 250 sono delle scuole materne (statale e comunale), circa 350 sono delle elementari, il resto (260 circa) sono delle medie.
Le attuali strutture, già ora, non sono adeguate all’attuale popolazione scolastica. Negli ultimi 4 anni, infatti, si è registrato un aumento degli alunni di circa il 10% l’anno, ed è prevedibile che il trend di crescita duri anche nei prossimi anni.
Gli edifici di via Roma e di via De Gasperi, hanno già esaurito le possibilità di ampliamento, rimanendo insufficienti oltre che per le aule didattiche anche per quanto riguarda, palestre, laboratori e spazi di socializzazione interni ed esterni. Inoltre i noti problemi di traffico e di parcheggio che attanagliano Castelnuovo, suggeriscono di portare le scuole al di fuori del centro urbano.
La proposta deliberata dal Consiglio comunale di edificare un polo scolastico sulla strada provinciale Montefiore a metà strada fra il centro storico e Pontestorto, in cui verrebbero accorpati i cinque plessi scolastici odierni può sembrare, a prima vista, la soluzione ottimale, in termini di ottimizzazione dei servizi e di funzionalità delle strutture didattiche e direzionali.
Un’analisi più approfondita del territorio interessato, della disseminazione degli insediamenti abitativi, localizzati lontano dal centro storico (si pensi a Montelungo, Monte Cardeto, Monte Calcara, Monte Pozzolana, Monte delle Rose ecc.), rende subito evidente la necessità per un gran numero di bambini di lunghe percorrenze sugli scuolabus, che già oggi sono di oltre 30 minuti e diventerebbero di gran lunga superiori (oggi un bambino delle medie che esce da scuola alle 13:55, arriva a casa, a Montelungo, alle 14:30, lo stesso bambino, al mattino, aveva preso lo scuolabus alle 7:30 per arrivare a scuola alle 8:00).
Non è difficile immaginare quanto tempo in più occorrerà per percorrere ulteriori cinque chilometri su una strada pericolosa, perché stretta e piena di curve, com’è la “Montefiore”, dove il traffico è destinato, nel prossimo futuro, ad aumentare, specialmente nelle ore di prima mattina, sia per il prevedibile flusso verso o dall’autostrada a seguito dell’apertura del nuovo casello, sia per il flusso di auto verso il tribunale, che quest’ Amministrazione ha insensatamente e senza nessuna preventiva valutazione d’impatto ambientale, insediato nel centro urbano. Infatti è risaputo che il bacino di utenza più importante per questo tribunale è rappresentato da Monterotondo, e quindi doveva trovare la sua naturale collocazione nei pressi della “Tiberina”.
Le scuole materne, elementari e medie sono, nella tradizione e normativa urbanistica, collocate il più vicino possibile agli insediamenti abitativi a cui si rivolgono, per evitare lunghe percorrenze e consentire, dove possibile, il raggiungimento della scuola a piedi da parte dei bambini.
Oggi solo 355 alunni su 860 usufruisce del trasporto scolastico, gli altri parte raggiungono la scuola con auto private, altri ancora hanno la fortuna di abitare vicino e raggiungono la scuola a piedi. Che succederà con la scuola in aperta campagna lontana da tutti i centri residenziali? Quanti scuolabus saranno necessari? Quanti genitori decideranno di continuare ad accompagnare in auto loro figlio? Con quali conseguenze sul traffico della Montefiore?
Tutto questo, inoltre, mal si concilia con i canoni dello sviluppo sostenibile, che indicano la necessità di progettare e localizzare le infrastrutture in modo da ridurre il bisogno di mobilità per i cittadini.
Ricordiamo che sulla Flaminia in meno di 10 chilometri ci sono tre paesi (Riano, Castelnuovo e Morlupo) ognuno con le sue scuole materne, elementari e medie; è difficile capire perché due insediamenti(Castelnuovo Centro urbano e Pontestorto) distanti 10 chilometri, se consideriamo il centro urbano, ma qualche chilometro in più se consideriamo gli insediamenti di Montelungo, Monte Cardeto, Monte Calcara e Monte delle Rose, debbano avere un solo polo scolastico in comune, che seppure può essere vantaggioso per quanto riguarda certe economie di scala nella gestione amministrativa e didattica, risulterà senz’altro più scomodo per i bambini e più oneroso per le famiglie, se si dovrà far conto su un numero maggiore di scuolabus e relativi autisti, per diminuire il disagio di affrontare inaccettabili lunghi percorsi.
Un altro motivo, tutt’altro che secondario, che ci porta a contestare la collocazione di un mega polo scolastico in piena campagna sulla strada “Montefiore”, deriva dall’evidente pericolo che vi vediamo di dare il via all’urbanizzazione e conseguente cementificazione di questa strada ricca di affascinanti panorami agresti, che è dovere di ogni cittadino di Castelnuovo conservare anche al godimento dei propri figli.
Che questo pericolo non sia teorico è dimostrato dal fatto che il Comune per acquisire l’area necessaria di 22 ettari, non ha esitato a concedere al proprietario del terreno la concessione di una lottizzazione per altri 8 ettari contigui. Non è difficile immaginare che se consentiamo questa lottizzazione ne seguiranno altre…….d’altra parte, sappiamo, la richiesta di abitazioni è fortissima, quindi fortissimi sono gli interessi e le “pressioni” in atto per favorirli.
Dobbiamo fare di tutto per bloccare il tentativo di urbanizzare e cementificare la strada Montefiore con la falsa argomentazione, di sociologi “per caso”, che si debba “integrare” Pontestorto !
Una proposta alternativa prevede il mantenimento di due poli scolastici:
uno posizionato in località Vigna Grande, asservito al Centro storico, agli insediamenti viciniori e quelli lungo la via Flaminia; l’altro localizzato baricentricamente fra Pontestorto, Colle del Fagiano e Colle Verde.
Entrambi i centri scolastici saranno vicini a centri residenziali, dai quali, predisponendo appositi percorsi pedonali e ciclabili, sarà possibile il raggiungimento della propria scuola da parte di una gran numero di bambini a piedi o in bicicletta. Questo in linea con i canoni dello sviluppo sostenibile già richiamati.
Questa soluzione va vista anche nel contesto di una nuova visione urbanistica, che pure proponiamo per Castelnuovo e che si può sintetizzare nel motto “un solo Comune, due Centri”, che vede Ponte Storto, non più come amorfa frazione periferica di Castelnuovo, ma come secondo centro urbano che integrato con Colle Verde e Colle del Fagiano avrà un suo autonomo sviluppo economico e sociale che, innescato dall’apertura del casello autostradale, sarà accompagnato da un’adeguata progettazione urbanistica e architettonica degli gli spazi sociali (piazze, giardini ecc.) e dei servizi necessari (scuole, cimitero ecc.), per quella qualità di vita, a cui i concittadini di Pontestorto, Colle Verde e Colle del Fagiano hanno diritto.
Infatti il casello autostradale è prevedibile ed auspicabile che farà esplodere l’economia di Ponte Storto, con il conseguente insediamento di attività commerciali e d’artigianato e quindi con un incremento della popolazione locale, che prevedibilmente nel giro di meno di 10 anni arriverà a rappresentare oltre il 50% della popolazione totale del territorio di Castelnuovo, con oltre 5000 abitanti.
Si prefigura quindi una Castelnuovo “alta”, che gravita sulla “Flaminia”, a ridosso del Parco di Veio dove si dovrebbe dare impulso ad attività agropastorali, turistiche, di artigianato artistico e culturali; ed una Castelnuovo “bassa” (Ponte Storto, Colle Verde, Colle del Fagiano), che gravita sulla “Tiberina”, dove si svilupperanno, prevalentemente, attività commerciali e di grande artigianato.

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