Chi ha paura delle nostre tradizioni?
(Natale 2004)

In occasione della visita pastorale voluta dal nostro Vescovo, per sottolineare i, sempre più trascurati, contenuti spirituali e culturali della ricorrenza di Natale, è stato previsto anche un incontro con gli alunni della scuola elementare e della scuola media di Castelnuovo di Porto.
La decisione non è stata gradita da parte di alcune insegnanti, contrarie alla visita del prelato, che hanno sollevato un problema di laicità dello Stato e della scuola di Stato, oltre alla necessità di non offendere il sentimento religioso di alunni di altre confessioni.
Il Consiglio dei docenti, richiesto di esaminare il problema, si è spaccato in due fra favorevoli e contrari all'autorizzazione da dare al Vescovo. Infine il Consiglio d'Istituto ha suggerito al Dirigente scolastico di vietare l'accesso alla scuola del Vescovo, paventando possibili denunce per interruzione della didattica da parte di genitori di alunni di religione diversa dalla cattolica.
A seguito di un intervento di monsignor Perla presso il Dirigente scolastico si è giunti ad una soluzione di compromesso, che è stata quella di limitare l'incontro con il Vescovo a due sole classi, una della scuola elementare, l'altra della scuola media, entrambe caratterizzate dal fatto che, al loro interno, tutti gli alunni seguivano l'ora di religione.
Questi i fatti. Ora permettetemi di fare alcune pacate considerazioni.
Nella scuola elementare e media di Castelnuovo la stragrande maggioranza (95%) degli alunni segue le lezioni di religione. L'aver permesso solo ad alcuni di questi l'incontro con la propria guida spirituale, qual' è il Vescovo per i cattolici, è stata una ingiustificata ed inammissibile discriminazione.
Come avviene con le lezioni di religione dove chi è esentato si sposta temporaneamente in un'altra aula, così in questo caso sarebbe stato sufficiente radunare quella decina di ragazzi atei o di altra religione in un aula e organizzare per loro un'ora con l'assistenza di qualche docente (non sarebbe stato difficile, visto l'ambiente, trovare un volontario non interessato all'incontro con il Vescovo!).
Per quanto riguarda l'ipotesi (o minaccia?) prospettata al Dirigente scolastico nel caso avesse permesso l'ingresso a scuola del Vescovo, di una possibile denuncia per interruzione didattica, da parte di un genitore di questi ragazzi, mi sembra del tutto risibile, perché vedo ben altri motivi di denuncia ,per interruzione didattica, che i genitori dovrebbero fare alla scuola. Per esempio ci siamo mai chiesti quanto è giusto fare le gite a pagamento o i campi scuola, dove non partecipa la totalità della classe? E la non partecipazione è dovuta il più delle volte alla difficoltà da parte dei genitori di pagare la quota richiesta.
E, rimanendo in tema se, giustamente, sono ritenute importanti certe esperienze da far fare ai ragazzi, come gite, campi scuola, partecipazione a recite teatrali e via dicendo, non vedo perché, allo stesso modo, l'intervento di un personaggio autorevole, esponente di una cultura religiosa su cui si basa la nostra civiltà, non debba essere visto positivamente, anche da un punto di vista didattico, come momento di stimolante riflessione per gli alunni.
Per quanto mi riguarda non avrei nulla da ridire se in occasione del Ramadan (la principale ricorrenza islamica) un Imam venisse ad illustrare agli alunni(anche quelli cristiani!)il significato di quella celebrazione.
Ma la verità è che dietro a tutte queste polemiche non ci sono genitori atei o di altre religioni preoccupati delle menti dei propri figli.....no! ci sono solo, forse, speculazioni ideologiche di alcuni insegnanti e di una buona parte del Consiglio d'Istituto. Per lo meno questo è quanto ci sembra percepire dall'esterno. D'altra parte, occorre dirlo, se oggi la maggioranza dei genitori non si sente rappresentata da questo organo collegiale lo deve al fatto di essere stata, colpevolmente, latitante al tempo delle elezioni dello stesso.
Ora, questi personaggi strumentalizzano la presenza di pochi alunni di altre religioni per sferrare, con la scusa della difesa del laicismo della scuola di Stato e la necessità di non offendere i sentimenti dei non cristiani, un attacco ingiustificato alle nostre tradizioni spirituali e culturali.
Non dobbiamo permetterlo!
Stato laico non vuol dire Stato ateo! La nostra Costituzione dice che non c'è una religione di Stato ma che tutte le religioni devono essere ugualmente riconosciute e rispettate.
Pertanto non si tratta di estromettere dalla scuola di Stato le tradizioni cristiane ma, piuttosto, di accogliere e far conoscere altre tradizioni culturali e religiose.
Solo chi ha grande rispetto per le proprie tradizioni può capire e rispettare quelle altrui.
Quest'anno si è interrotta, nella scuola elementare, la tradizione del Presepio fatto dai bambini, e la recita di Natale sarà incentrata sul racconto di Pinocchio. Anche queste decisioni sono state prese dalle insegnanti con la motivazione di non offendere il sentimento di alcuni alunni di fede islamica. Motivazione respinta dagli stessi islamici, che hanno in più occasioni affermato che, Maria e Gesù sono venerati anche nel Corano e che se c'è un momento di comunione fra le due religioni questo è dato proprio dal Presepio, con il suo messaggio universale di pace.
Gli islamici hanno già capito che non possono aspettarsi la difesa dei loro sentimenti religiosi e delle loro tradizioni culturali da chi non ha rispetto per le proprie.
Per finire, un episodio analogo a quanto accaduto a Castelnuovo, si è verificato a Riano. Anche lì il Dirigente scolastico aveva vietato l'accesso alla scuola del Vescovo, ma una sentita e generalizzata protesta dei genitori lo ha costretto a rivedere la decisione consentendo, alla fine, l'incontro del prelato con gli alunni.
A Castelnuovo, purtroppo, è mancata la protesta generalizzata dei genitori e questo è un altro episodio da ascrivere alla sempre maggiore abulìa con cui i cittadini di questo paese affrontano le problematiche cittadine.
Molti giustificano la loro riottosità ad essere coinvolti con la volontà di non essere “etichettati” politicamente.
Costoro continuano a non capire che chi non ha il coraggio delle proprie idee, si ritrova a dover subire quelle degli altri.

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