AGENDA 21 a Castelnuovo !
Una politica di Sviluppo Sostenibile condivisa con i cittadini o.... l'ennesima presa in giro da parte di Lucchese & C. ?

Di Agenda 21, a Castelnuovo, si cominciò a parlare nel 2002, quando per opera dello scrivente, quale responsabile del gruppo locale dell'associazione ambientalista “Fare Verde”, fu redatto ed affisso un manifesto in cui si sollecitava l'Amministrazione comunale ad aderire alla Carta di Aalborg e coinvolgere i cittadini in un progetto di largo respiro per uno sviluppo sostenibile, condiviso, del paese.
Nello stesso anno, il 25 Maggio, promossa dal gruppo locale di Fare Verde e da Legambiente Castelnuovo, fu organizzata una tavola rotonda sul tema “Una politica ambientale per Castelnuovo: dalla denuncia delle emergenze ambientali alla pianificazione di uno sviluppo sostenibile condiviso”, nel corso della quale l'allora presidente nazionale di Fare Verde, il compianto Paolo Colli, parlò della vera e propria rivoluzione culturale rappresentata dal processo di Agenda 21 che, dove attuato seriamente, cambiava radicalmente il rapporto fra i cittadini e l'amministrazione comunale.
Il messaggio cadde, però, su una platea impreparata e su una classe di amministratori che, oltre ad essere disinformata, era poco incline a rinunciare ad una gestione “riservata” della cosa pubblica e, quindi, ad un pezzo di potere. La stessa stampa locale non colse l' importanza della proposta e non dette ad essa particolare risalto.
Nelle ultime elezioni amministrative, nonostante il gran parlare di ambiente e sviluppo sostenibile che si faceva un pò in tutti i programmi elettorali, solo una lista inserì l'attuazione del processo di Agenda 21 locale, come proprio punto qualificante di programma: Alleanza per Castelnuovo.
Fu, quindi, con sorpresa e compiacimento che l'11 marzo 2005, invitato quale rappresentante di Fare Verde alla riunione della Commissione LL.PP. e Ambiente, ascoltai l'assessore Baldelli che comunicava ai presenti, in anteprima, l'imminente convocazione della Giunta per approvare l'adesione del Comune di Castelnuovo alla Carta di Aalborg, quale presupposto per l'attivazione di un processo di Agenda 21 locale e la partecipazione, insieme al Comune di Riano, al Bando della Provincia di Roma, per la concessione del finanziamento relativo.
Mi sarei aspettato che l'Amministrazione avesse cominciato a fare un pò di informazione per sensibilizzare i cittadini sui contenuti e sui valori della Carta di Aalborg e sui nuovi concetti di “governance” ed in particolare sull'attenzione da rivolgere al diritto dei cittadini di partecipare attivamente alle politiche e alle decisioni locali. Nulla di tutto questo è stato fatto.
In un'intervista su “il Nuovo” l'assessore Baldelli fà, però, un'asserzione importante: “L'obiettivo prioritario (di Agenda 21 locale a Castelnuovo) è quello di avviare un reale processo di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della comunità.” Ne prendo atto!
Attivare e poi attuare un processo di Agenda 21 locale è un'operazione difficile e complessa. Prendere coscienza di questo è gia un passo importante per avere qualche possibilità di successo. L'altro passo è ottenere il massimo coinvolgimento dei cittadini. Dare una grande risonanza alla decisione di aderire alla Carta di Aalborg con manifesti e conferenze per spiegarne i contenuti ed i valori, sarebbe stato un approccio adeguato e corretto. Non è stato nè adeguato nè corretto, data l'importanza anche simbolica dell'avvenimento, farlo approvare dalla sola Giunta, senza coinvolgere l'intero Consiglio comunale!
Sarebbe stato, altresì, corretto e in sintonia con lo spirito di Agenda 21, se il progetto presentato per partecipare al Bando della Provincia di Roma, fosse stato discusso e condiviso da tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza. E già, perchè non coinvolgere in questo progetto anche l'Opposizione, nei cui banchi siedono, fra gli altri, i rappresentanti di quella lista che, sola, aveva inserito Agenda 21 nel suo programma elettorale?
Questi sono segnali, in negativo, che denunciano, purtroppo, una certa dose di arroganza e immaturità culturale, che mal si conciliano con i principi della Carta di Aalborg e l'avvio di un corretto processo di Agenda 21.
Il 3 Aprile 2006 è stato comunicato che i comuni associati di Castelnuovo e Riano sono rientrati nella graduatoria per l'assegnazione del finanziamento della Provincia di Roma per l'attivazione di un processo di Agenda 21 locale. L'ammontare del finanziamento per i due comuni è di € 42643,00.
Il finanziamento concesso, secondo le norme del Bando, non può superare il 70% dell'intero costo del progetto, pertanto è presumibile che questo, in totale (per Castelnuovo e Riano), ammonti a non meno di € 60000,00.
Non ci risulta che la quota parte di Castelnuovo (almeno € 10000,00) sia stata messa in bilancio, per lo meno non lo è stata con questa precisa destinazione. Non sarebbe stato utile parlarne in Consiglio comunale e decidere, insieme all'Opposizione, quanto destinare a questo importante progetto?
Ora ci sono i soldi e presto (entro 60 gg. dalla comunicazione del finanziamento e quindi entro il 3 Giugno ndr.) il Comune dovrà segnalare, formalmente, alla Provincia di Roma le attività che intende intraprendere per l'attuazione del progetto e la data di inizio delle stesse, che dovranno essere completate, tassativamente, entro 18 mesi, pena la restituzione del finanziamento.
Non sappiamo quali siano le attività a cui gli attuali amministratori stanno pensando, ricordiamo loro, però, quanto era indicato nel programma elettorale di “Alleanza per Castelnuovo”:
attivazione di un Forum civico, costituito da istituzioni, soggetti economici, associazioni ambientaliste, culturali, sindacali ecc., con lo scopo di orientare il processo di Agenda 21 e monitorarne l'applicazione;
elaborazione da parte di esperti di un “Rapporto sullo Stato dell'Ambiente”, che diventerà base della discussione da parte del Forum per la redazione del Piano di Azione Ambientale;
definizione di Obiettivi, concreti e quantificabili, e formulazione di un ordine di priorità. Obiettivi e Priorità si devono tradurre in programmi e scadenze temporali;
definizione del “Piano di Azione Ambientale” cioè dell'insieme dei programmi ed delle attività concrete da attuare in un determinato periodo, insieme con l'indicazione dei responsabili e delle risorse finanziarie;
monitoraggio, valutazione e aggiornamento del Piano d'Azione: sono le procedure di controllo per verificare l'esito dell attività ed i loro risultati, nonchè gli eventuali interventi di miglioramento
L' APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici) ha pubblicato un manuale per aiutare chi è impegnato in un processo di Agenda 21 locale. In questo manuale, scaricabile facilmente dal sito web dell'Agenzia stessa, sono raccolte le indicazioni che l'esperienza fatta da centinaia di enti locali, in Italia, in Europa e in America, ha consentito di delineare per attivare con successo un processo di Agenda 21 locale.
Fra l'altro, a proposito del che fare nei progetti di attivazione, si fanno le seguenti raccomandazioni, che mi permetto ricordare ai nostri amministratori:
Agenda 21 non deve diventare il giocherello dell'assessore all'ambiente, ma nel processo deve essere coinvolta l'intera giunta, perchè lo sviluppo sostenibile ha risvolti non solo ambientali ma anche sociali ed economici. Il manuale suggerisce che sia il Sindaco in prima persona a coordinare le attività di Agenda 21;
Buona parte dei fondi assegnati per l'attivazione, oltre che per la necessaria informazione e sensibilizzazione dei cittadini, dovrebbe essere rivolta a creare attraverso l'impiego di consulenti esterni, le conoscenze tecniche interne all'Amministrazione (intesa come insieme di funzionari e tecnici) che consentirà negli anni a venire, di sviluppare il processo di Agenda 21 , autonomamente, senza sostenere più i costi di specialisti, inteso che il processo di Agenda 21 è un processo lungo, pluriennale che sopravviverà, auspicabilmente, a più Amministrazioni;
Nella delicata fase di definizione dei partecipanti al Forum, il coinvolgimento dei cittadini singoli o portatori di interessi e delle associazioni, deve essere il più largo possibile.
Castelnuovo di Porto, 1 settembre 2006

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