I bluff di Lucchese
(elezioni amministrative giugno 2004)
Con un’improvvisa solerzia nell’asfaltare strade, costruire fontane, inaugurare acquedotti(peraltro iniziati da altre amministrazioni), Lucchese cerca, ancora una volta, di prendere in giro i cittadini e far dimenticare cinque anni negativi per Castelnuovo e positivi solo per la speculazione edilizia.
Siamo in campagna elettorale, è il momento dei programmi e delle facili promesse, che poi resteranno sulla carta.
Ho trovato in un cassetto il programma amministrativo presentato da Lucchese nelle elezioni comunali del 1999, dallo stesso vinte per mancanza di concorrenti, eliminati per “vizi di forma” all’atto della presentazione delle liste.
In tempi in cui sono di moda i contratti con gli elettori, mi è sembrato giusto andare a vedere se il dr. Lucchese avesse onorato il suo.
Vediamo alcuni punti del programma, cosa promettevano e cosa in realtà è stato realizzato.
Scuola
Per la scuola si prometteva di costruirne una nuova nell’area del campo sportivo, su due piani: al piano terra avrebbe trovato posto la scuola materna, al primo piano la scuola elementare. La scuola media, infine, avrebbe trovato posto nella vecchia sede della scuola elementare
Nulla è stato fatto di tutto questo, in compenso il campo sportivo è stato eliminato e, per una parte, è stato utilizzato per collocarvi una serie di containers per ospitare gli uffici comunali.
Per la scuola invece ora, a fine mandato, si parla di un polo scolastico che dovrebbe raccogliere in una unica sede le scuole materne ed elementari del centro urbano e di Ponte Storto insieme alla scuola media, localizzato a ridosso del monte Tufello, lungo la strada Montefiore, non molto lontano dalla Tiberina. Sembra che sia stata fatta una convenzione per acquisire i 22 ettari necessari concedendo in cambio al proprietario del terreno il permesso di edificare altri 8 ettari di terreno agricolo confinante, ed infine è stato commissionato un progetto di massima della struttura, presentato recentemente, con grande enfasi, sull’inserto comunale de “Il Nuovo”. Senza entrare nel merito della decisione, che comunque ci vede fermamente contrari, e ne spieghiamo le ragioni in altro articolo di questo giornale, ci sembrerebbe doveroso, da parte di una amministrazione che si è presentata con un progetto alle elezioni, e su quel progetto verosimilmente ha trovato l’adesione dei cittadini, motivare un ripensamento di così grande portata e coinvolgere la cittadinanza nel processo decisionale, tenuto conto dell’importanza che un progetto del genere riveste da un punto di vista sociale, urbanistico, oltrechè finanziario.
Ma nulla di tutto questo è avvenuto: come in altre occasioni (p.es. il cosiddetto Teatro d’Area) la cittadinanza è stata informata a decisioni prese.
Piano regolatore
“La variante al Piano Regolatore Generale proposta dall’Amministrazione uscente non è stata adottata dal Consiglio Comunale.
Le ragioni sono molteplici: la rapidità – e dunque la superficialità – con la quale si è preteso concludere l’atto sicuramente piu’ importante di un Comune, quello che ne condiziona strutturalmente l’evoluzione e lo sviluppo; la sua formulazione nell’imminenza delle elezioni e senza una verifica ampia, diffusa e approfondita delle esigenze di tutti i cittadini; l’assenza di coerenti linee progettuali di trasformazione del territorio in grado di conciliare vivibilità e qualità della vita e promozione dello sviluppo economico locale;………l’aggiunta all’ultimo momento di aree da destinarsi ad insediamenti produttivi prive di alcuna giustificazione o verifica.”
Quello che ho appena trascritto tra virgolette, non è il mio commento alla variante presentata da Lucchese, è il commento polemico che nel programma amministrativo, dell’allora Lista Civica la Margherita, veniva fatto sulla variante presentata e non approvata, a fine mandato, dalla giunta Paradisi.
Non si può che constatare che Lucchese si è comportato esattamente come la Paradisi, che a suo tempo aveva criticato.
Ambiente
L’obiettivo fissato era di far effettuare un’indagine sullo Stato dell’Ambiente del territorio di Castelnuovo, al fine di disporre di un quadro coerente sul quale intervenire.
Fra le cose da fare, inoltre, vi era quella di definire le priorità delle iniziative da intraprendere al fine di conciliare tutela ambientale e sviluppo equilibrato del territorio, oltrechè la sperimentazione delle modalità più avanzate di raccolta differenziata dei rifiuti anche in vista della creazione di nuovi posti di lavoro.Di tutto questo non è stato fatto proprio niente !
Di più, a proposito di raccolta differenziata, questa nel nostro comune, raggiunge un misero 2% del totale dei rifiuti, contro il 35% fissato dalla legge Ronchi.
Sviluppo economico e occupazione
Fra le cose da fare era evidenziata la individuazione di un’area ecologicamente attrezzata da destinarsi ad insediamenti produttivi.
Da quanto inserito nella variante al Piano Regolatore presentata e approvata dal Consiglio Comunale a fine mandato e a ridosso delle elezioni, è chiaro che Lucchese continua a puntare a creare una zona industriale nell’area dove è gia presente il Centro Polifunzionale della Protezione Civile, tenendo in non cale i risultati del Piano Stralcio di Bacino del Tevere (PS1), in cui viene indicata come area di esondazione del Tevere e pertanto assoggettata a vincolo speciale, che fa divieto di “qualunque attività di trasformazione dello stato dei luoghi(morfologica, infrastrutturale, edilizia)”.
L’area di esondazione è l’area destinata a inondarsi in caso di piena del Tevere, limitando il livello della piena stessa, evitando in tal modo maggiori danni a valle, in questo caso a Roma.
La tragedia del Vajont è già stata dimenticata e continuano ad esistere personaggi
che ritengono che le risultanze di studi fatti da esperti siano solo carta straccia.
Cerchiamo di fermarli subito! Dopo, a tragedia avvenuta, ci sarà posto solo per inutili recriminazioni e per qualche film.
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