
La ferrovia corre lungo la strada, sulla sinistra, rasentandola per alcuni tratti. Poi scompare alla vista, nascosta da un rilievo collinare, che rispettosamente aggira, allontanandosi nella campagna.
Ora, eccola di nuovo, scorrere accanto alla strada ma, questa volta, la troviamo alla nostra destra.
Molti di voi avranno sicuramente riconosciuto la strada Flaminia e la ferrovia locale Roma-Viterbo, che l'affianca per buona parte del percorso.
Sacrofano, Riano, Castelnuovo di Porto, Morlupo, Magliano, Rignano Flaminio, sono alcune delle stazioni i cui nomi rievocano i paesi collegati. Tutti paesi che negli ultimi vent'anni hanno visto un eccezionale incremento della popolazione. Una grande migrazione i cui protagonisti sono stati, in massima parte, gli abitanti di Roma che lasciavano la invivibile periferia o l'affollato centro romano per un ambiente più verde e più a misura d'uomo.
Certo, il lavoro continuava ad essere a Roma e si era coscienti di dover affrontare un viaggio per raggiungere l'ufficio ma, si diceva, la Flaminia è una strada scorrevole e, poi....c'è anche la ferrovia che ti porta dritto al centro di Roma e... “fra qualche anno diventerà una metropolitana di superficie”.
Anno dopo anno, la situazione è venuta cambiando sempre più e sempre in peggio. Oggi, nelle ore di punta, migliaia di auto percorrono la Flaminia. Il viaggio in auto, per raggiungere l'ufficio, è diventato insopportabilmente lungo. Qualcuno ha provato ad andare in treno, ma neanche a parlarne! Poche corse e vagoni scomodi e affollatissimi !
Sì perchè nonostante siano almeno vent'anni che se ne continui a parlare, la nostra ferrovia non è diventata metropolitana se non limitatamente al tratto urbano da piazzale Flaminio a Prima Porta
Eppure per chi abita a nord di Roma nell'area che gravita intorno alla Flaminia, oggi, la ferrovia dovrebbe essere la scelta obbligata per raggiungere il posto di lavoro, l'università o il liceo a Roma.
Sia per motivi economici, sia per motivi ambientali.
I motivi economici li viviamo tutti e si aggravano giorno dopo giorno. Il gasolio e la benzina hanno raggiunto il prezzo che sappiamo e andare, oggi, in ufficio con l'auto è diventata una spesa insostenibile per la maggior parte di noi.
I motivi ambientali ce li ricordano i “media” un giorno sì e l'altro pure. Sentiamo parlare di “emissioni di ciodue” ad ogni piè sospinto. I nostri giornali sono pieni di articoli sul trattato di Kyoto e sugli impegni, anche del nostro governo, ad abbattere queste “emissioni”, con notevoli costi da affrontare da parte delle industrie manifatturiere e della comunità tutta.
Personalmente non sono convinto che i cambiamenti climatici dipendano dalle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, ma visto che la grande maggioranza degli “opinion makers” ne sembrano convinti, mi aspetto meno terrorismo mediatico e più decisioni coerenti.
E, allora? Abbiamo la fortuna di trovarci una ferrovia bell'e fatta; si potrebbe far lasciare l'auto a casa a qualche migliaio di persone; si potrebbe eliminare l'emissione nell'atmosfera dei gas di scarico di migliaia di auto (con relativa anidride carbonica insieme ad altri composti non propriamente salubri!); si potrebbe risolvere il problema delle code in auto sulla Flaminia; si potrebbe alleviare il traffico di Roma, nelle ore di punta, eliminando qualche migliaio di auto alla ricerca frenetica di posteggio (il sindaco Alemanno prenda nota!).
Si potrebbe tutto questo ed i nostri amati amministratori, dopo oltre vent'anni sono, ancora, alle chiacchiere?
Per anni si è parlato di una ferrovia, che era stata costruita male: piena di curve e, ancor peggio, con un solo binario.
Si richiedeva, si diceva, un grosso investimento finanziario per raddoppiare il binario e modificare il tracciato per renderlo adatto ad essere percorso dai treni veloci di una metropolitana.
Oggi la nuova tecnologia, detta a “pendolino”, con cui sono costruiti i treni, può ovviare tranquillamente ai problemi di percorso e la gestione computerizzata del traffico rende possibile limitare la necessità del doppio binario solo alle stazioni, dove i treni a direzioni opposte si danno il cambio.
E, allora? Il doppio binario nelle stazioni c'è già. I treni, a “pendolino”, basta acquistarli nel numero necessario. Cosa manca? Sembra che l'attuale rete elettrica non è in grado di supportare il maggiore traffico di treni richiesto e, pertanto, dovrà essere potenziata.
Benedetti politici, per questo, quanti anni ancora dovremo aspettare?
Nota a margine. Insieme al potenziamento della rete elettrica, sarà buono e giusto dotare ogni stazione di un parcheggio di scambio e assicurare l'accesso, in sicurezza, alla stazione, da entrambi i lati della ferrovia, con passerelle pedonali aeree o con sottopassi. Infrastrutture che, oggi, non sempre sono presenti e questo è motivo di ulteriori disagi per gli utenti.

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