
Recentemente il Consiglio Comunale di Castelnuovo ha visto parte dei consiglieri di maggioranza insieme con i consiglieri dell'opposizione, uniti nel deliberare la revoca della Variante al PRG, che era stata adottata da questa Amministrazione ed era ad un passo dall'essere inoltrata alla Regione per la sua definitiva approvazione o.... bocciatura.
Lo scrivente, in vari articoli, ha sempre denunciato l'inadeguatezza complessiva dell'elaborato dell'architetto Migliaccio anche attraverso la presentazione di puntuali “osservazioni”, come presidente protempore del locale gruppo di ”Fare Verde”. Osservazioni, regolarmente respinte dalla maggioranza.
Finalmente, dal Sindaco, in primis, seguito via via da altri consiglieri più o meno convinti, è stato riconosciuto quanto da anni era loro ripetuto dalle file dell'opposizione e dalle associazioni ambientaliste locali: questa Variante era un vero e proprio obbrobrio!
Insieme alla revoca della Variante il Consiglio Comunale ha, contestuamente, preso l'impegno di mettersi subito al lavoro per arrivare, al più presto, a definire un nuovo progetto di Variante.
Quello che scrivo, quì di seguito, vuol essere un contributo alla discussione che spero si aprirà, non solo fra le forze politiche e le associazioni ambientaliste ma con la partecipazione più larga possibile della cittadinanza, per dibattere le visioni e le soluzioni, che decideranno il futuro di Castelnuovo nei prossimi decenni.
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L’uomo interferisce con l’ambiente principalmente attraverso l’edificazione di case e di strade.
Ogni territorio per sue caratteristiche geomorfologiche ha un suo proprio indice di sostenibilità ambientale oltre il quale si ha un decadimento irreversibile delle condizioni ecologiche e conseguentemente delle condizioni di vita degli abitanti del territorio stesso.
E' quello che gli ambientalisti chiamano “impronta ecologica”.
Quindi prima di mettersi al lavoro per una nuova Variante sarebbe opportuno verificare qual'é l'indice di “impronta ecologica” raggiunto da Castelnuovo di Porto: vi è un limite oltre il quale non si può andare e raggiunto il quale occorre limitare al massimo nuove costruzioni residenziali e pensare, piuttosto, al miglioramento dei servizi.
Tanto per essere chiari, credo che il territorio comunale che gravita intorno al centro storico e alla Flaminia, abbia raggiunto un indice di impronta ecologica tale da sconsigliare ogni ulteriore espansione di edilizia abitativa. Del tutto diversa, invece, la situazione del territorio comunale sul versante della Tiberina, che offre grandi opportunità di interventi di edilizia, abitativa e non.
Dire di no in politica è sempre difficile, ancor di più in questo campo laddove è ancora diffusa tra i paesani la convinzione che avere un pezzo di terra equivale ad avere il diritto di costruirci sopra. La prossima stagione elettorale, i politici locali e i candidati sindaci dovranno sottrarsi alla tentazione di raccogliere qualche voto in più, solleticando interessi individuali, a scapito degli interessi generali.
Occorre cambiare il modo di amministrare, che non può non avere come presupposto la partecipazione dei cittadini al governo delle trasformazioni, in una nuova ottica di trasparenza nelle scelte. L'implementazione del processo di Agenda 21 avrebbe dovuto essere lo strumento principe per ottenere questi risultati, ma l'attuale Amministrazione ha dato ampia dimostrazione di non avere la cultura necessaria per avviare e portare avanti tale processo, che, purtroppo, sembra essere naufragato miseramente, alle prime battute, nella disinformazione generale.
L’attenzione alle tematiche ambientali non può essere relegata solo all’interno delle aree protette ma qualsiasi progetto del territorio, qual’è anche una Variante al Piano Regolatore, deve farsi carico delle esigenze di salvaguardia dell’ambiente.
Un viaggio in auto lungo la strada Montefiore, che porta alla frazione di Pontestorto, è uno scorrere continuo di paesaggi mozzafiato e scorci mutevoli fra colline e vallate. Sapremo conservare tutto questo anche per i nostri figli?
Nell’immediato dopoguerra Castelnuovo contava circa 1500 abitanti, oggi ne conta oltre 8000, con una proliferazione di lottizzazioni periferiche, lontane dal centro storico, ed una disseminazione di costruzioni unifamiliari sul territorio che danno, purtroppo, a Castelnuovo il primato, fra i comuni circostanti, per “consumo” di territorio per abitante.
In linea con la necessità di salvaguardia ambientale, un Piano Regolatore dovrebbe favorire la concentrazione delle volumetrie, perché questo riduce il consumo di suolo e minimizza il costo delle opere di urbanizzazione a rete e dei servizi comunali (scuolabus, raccolta rifiuti ecc.)
Le strutture per il movimento sul territorio e per i momenti di socializzazione sono rimaste praticamente le stesse di quando Castelnuovo aveva 1500 abitanti: mancano strade adeguate, parcheggi, spazi di riunione aperti e chiusi, come per esempio un teatro cittadino, degno di una popolazione residente, sempre più caratterizzata da una forte richiesta culturale e di partecipazione alla vita sociale della città.
L'infanzia ed i ragazzi sono, poi, completamente ignorati dall'attuale organizzazione urbanistica di Castelnuovo. Mancano giardini e parchi. Mancano, in particolare, nei centri residenziali zone verdi attrezzate, che prevedano, per esempio, campi di calcetto, godibili dai nostri figli perchè raggiungibili a piedi dalle proprie abitazioni.
Per soddisfare le esigenze di vita sociale della nostra comunità, stante la situazione urbanistica che si è andata creando negli anni, è necessario fare degli interventi per trasformare Castelnuovo in un comune multicentrico dove oltre al centro storico vengano progettati altri due centri urbani che diventino dei catalizzatori sociali locali: il centro urbano Flaminia ed il centro urbano Pontestorto.
Il centro storico, dopo il recupero della Rocca e del palazzetto Paradisi, dovrà essere completato dalla sistemazione della piazza Vittorio Veneto con la costruzione di portici che chiudano il lato nord. La Rocca mi piacerebbe vederla sede di scuole di formazione per l’artigianato artistico (propedeutiche alla nascita di botteghe artigianali nel centro storico). Il palazzetto Paradisi invece lo immagino come sede prestigiosa della biblioteca comunale con sale di lettura, sale multimediali, sale per mostre ed esposizioni. Il Comune, troverebbe migliore collocazione nel bel palazzo, oggi sede della scuola elementare, più capiente del palazzetto Paradisi, attuale sua sede.
Infine, in località Monte La Pera (nei pressi del “Pallone”) si potrà edificare il nuovo polo scolastico con la scuola media, la scuola elementare e la scuola materna. Quì potrebbe trovare sede anche una sala teatrale, che finalmente darebbe una risposta alla sentita esigenza di uno spazio per manifestazioni culturali, politiche e ludiche, oggi del tutto mancante, non potendo ritenersi tale la squallida “sala polivalente”, vicina al Centro Anziani.
Nell'ex campo sportivo, sopra un parcheggio multipiano, un centro commerciale gravitante intorno ad una galleria avrebbe anche la funzione di spazio sociale al coperto.
Il centro urbano Flaminia, si formerebbe deviando la Flaminia e liberando la zona urbana, che va dal “pino” al bivio per via Roma, dal traffico di scorrimento che oggi la rende inagibile e pericolosa per i pedoni. La creazione di marciapiedi, lo spostamento della stazione di servizio e la demolizione della palazzina oggi occupata dai “Volontari del Soccorso”(a cui potrebbe essere trovata, agevolmente, un'altra sede ndr.), creerebbe una zona commerciale ed uno spazio sociale godibili dai cittadini abitanti in zona e nei centri residenziali vicini. Sarebbe percorsa solo dal traffico locale in quanto anche il traffico verso la Tiberina e che oggi si incanale su via Roma, potrebbe essere dirottato su una strada, parzialmente esistente, che partendo dalle prossimità del Centro Commerciale Castelnuovo, congiungerebbe la Flaminia con la strada Montefiore, confluendovi all’altezza del Monte La Pera.
Il centro urbano Pontestorto dovrebbe essere un'altra parte qualificante della nuova Variante per Castelnuovo. Infatti a fronte del prevedibile ed auspicabile sviluppo economico e sociale del territorio, che verrà innescato dalla prossima apertura del casello autostradale, si dovrà pianificare uno sviluppo urbanistico integrato di questa frazione che dovrebbe gravitare intorno all'area dell'attuale campo sportivo, destinata a diventare una grande piazza con giardino, che raccorderà l'attuale abitato con la nuova zona di espansione urbanistica, che si dovrebbe sviluppare verso Colle del Fagiano e Colle Verde. La costruzione di un cimitero e di una scuola (materna, elementare e media) daranno, quindi, a Pontestorto una propria fisionomia che da amorfa e degradata frazione periferica di Castelnuovo lo porterà ad essere un fiorente e moderno centro urbano.
Questo darebbe così sfogo alla richiesta di residenze abitative private e di edilizia pubblica perseguendo, però, la logica di concentrare gli insediamenti salvaguardando l’integrità dell’ambiente circostante limitando il consumo di territorio agricolo.
A Pontestorto, inoltre, nella zona “ex cave di tufo”, oltre ad una area industriale dovrebbe nascere un polo sportivo dove troverebbero collocazione il campo sportivo di Castelnuovo, una picina coperta, una palestra e strutture per altre attività sportive.
Non abbiamo i soldi per fare tutto questo? Rispondo. Mettiamoci d'accordo su cosa sarebbe bene fare in un ragionevole lasso di tempo. I soldi si troveranno.


