
Una rete effimera per un morto.
Qualche settimana fa un anziano signore è stato investito e ucciso dal treno Roma-Viterbo, nei pressi della stazione di Riano.
E' uno dei tanti utenti della ferrovia che, abitando in località Montelungo e Monte Calcara, per raggiungere o lasciare la stazione di Riano, utilizzano un percorso ai margini e fra i sassi della sede ferroviaria.
L'alternativa, d'altra parte, sarebbe di avviarsi lungo la “Flaminia”, percorso senz'altro più lungo e non meno pericoloso.
In una petizione al sindaco di Castelnuovo di Porto, un centinaio di cittadini abitanti nelle località citate, chiesero, fra altre cose, circa due anni fa, che fossero fatti i passi opportuni presso il gestore della linea ferroviaria per l'edificazione di una passerella pedonale sopraelevata, che consentisse l'accesso, in sicurezza, alla stazione di Riano, da parte degli abitanti della zona.
Il sindaco, d'altra parte, nella Variante al Piano Regolatore, ancora nel suo itinere di approvazione, si è preoccupato di rendere edificabili, tutti i terreni agricoli al di qua della ferrovia, prevedendo quindi un insediamento totale, nella zona, di oltre cinquecento famiglie, senza preoccuparsi minimamente del problema relativo all'accesso alla stazione ferroviaria. Chissenefrega! I cittadini si arrangino! Quel che conta è accontentare proprietari di terreni e costruttori.
E, il cittadino si arrangia. Poi, può capitare, ci scappa il morto.
E, allora, che si fa?
Il sindaco ignora totalmente il fatto e continua a fregarsene.
Immaginate quanto sarebbe stato civile un manifesto di cordoglio per l'accaduto e per dichiarare agli abitanti della località, che il sindaco prendeva coscienza del grave problema ed esprimeva la volontà di provvedere alla sua soluzione in tempi ristretti?
No. E' vero? Purtroppo non riusciamo neanche ad immaginarlo.
Interviene, invece, la Cotral, società di gestione della ferrovia. Qualche giorno dopo l'accaduto, infatti, un piccolo gruppo di operai ha steso, in fretta e furia, una rete con qualche paletto per chiudere l'accesso alla sede ferroviaria.
Intervento che, più che la soluzione di un problema, è stata la creazione di un alibi ex-post da parte della società ferroviaria. E sì, l'accesso alla sede ferroviaria è vietato, e un cartello in bella mostra cita articoli e commi della legge, ma la società di gestione ha il dovere di chiudere le pericolose e vietate vie d'accesso alla sede ferroviaria.
Ma, appunto, non era la soluzione del problema. Agli utenti della ferrovia non sono state trovate alternative sicure per l'accesso alla stazione. E allora............gli utenti hanno abbattuto dopo qualche giorno l'effimera rete.
E' uno dei tanti utenti della ferrovia che, abitando in località Montelungo e Monte Calcara, per raggiungere o lasciare la stazione di Riano, utilizzano un percorso ai margini e fra i sassi della sede ferroviaria.
L'alternativa, d'altra parte, sarebbe di avviarsi lungo la “Flaminia”, percorso senz'altro più lungo e non meno pericoloso.
In una petizione al sindaco di Castelnuovo di Porto, un centinaio di cittadini abitanti nelle località citate, chiesero, fra altre cose, circa due anni fa, che fossero fatti i passi opportuni presso il gestore della linea ferroviaria per l'edificazione di una passerella pedonale sopraelevata, che consentisse l'accesso, in sicurezza, alla stazione di Riano, da parte degli abitanti della zona.
Il sindaco, d'altra parte, nella Variante al Piano Regolatore, ancora nel suo itinere di approvazione, si è preoccupato di rendere edificabili, tutti i terreni agricoli al di qua della ferrovia, prevedendo quindi un insediamento totale, nella zona, di oltre cinquecento famiglie, senza preoccuparsi minimamente del problema relativo all'accesso alla stazione ferroviaria. Chissenefrega! I cittadini si arrangino! Quel che conta è accontentare proprietari di terreni e costruttori.
E, il cittadino si arrangia. Poi, può capitare, ci scappa il morto.
E, allora, che si fa?
Il sindaco ignora totalmente il fatto e continua a fregarsene.
Immaginate quanto sarebbe stato civile un manifesto di cordoglio per l'accaduto e per dichiarare agli abitanti della località, che il sindaco prendeva coscienza del grave problema ed esprimeva la volontà di provvedere alla sua soluzione in tempi ristretti?
No. E' vero? Purtroppo non riusciamo neanche ad immaginarlo.
Interviene, invece, la Cotral, società di gestione della ferrovia. Qualche giorno dopo l'accaduto, infatti, un piccolo gruppo di operai ha steso, in fretta e furia, una rete con qualche paletto per chiudere l'accesso alla sede ferroviaria.
Intervento che, più che la soluzione di un problema, è stata la creazione di un alibi ex-post da parte della società ferroviaria. E sì, l'accesso alla sede ferroviaria è vietato, e un cartello in bella mostra cita articoli e commi della legge, ma la società di gestione ha il dovere di chiudere le pericolose e vietate vie d'accesso alla sede ferroviaria.
Ma, appunto, non era la soluzione del problema. Agli utenti della ferrovia non sono state trovate alternative sicure per l'accesso alla stazione. E allora............gli utenti hanno abbattuto dopo qualche giorno l'effimera rete.
