22 Febbraio 2007

Clima ideologico.


Impera il Pensiero Unico. Un giorno sì e l'altro pure da giornali, telegiornali e programmi di ambientalismo veniamo terrorizzati con l'incombente cambiamento climatico, che minaccia la Terra.
La responsabilità di questo “global warming”, di questo riscaldamento globale, ci dicono i mass media, è dei gas serra, che sono immessi nell'aria dalle attività umane: centrali elettriche, trasporti, industrie, ecc..Siamo noi con le nostre auto, le lavastoviglie, i condizionatori a provocare, direttamente e indirettamente, l'inquinamento dell'atmosfera e il conseguente aumento dell'effetto serra. Più di tutti, gli Amerikani, i signori del consumismo, che vengono additati al pubblico ludibrio.
Nel 1997, è stato sottoscritto il Protocollo di Kyoto con cui gli Stati si impegnano a ridurre di percentuali varianti, Stato per Stato, le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2010. Per esempio l'Italia è impegnata a ridurre dell'8%, come gli altri paesi europei, tali emissioni.
Il Protocollo di Kyoto elenca fra i gas serra, l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo.
Sembra che l'avvenire della vita sul nostro pianeta dipenda dalla attuazione del Protocollo di Kyoto, da parte di tutti gli Stati e, massimamente, da parte di quelli più industrializzati, altrimenti si prefigurano scenari apocalittici.
E sembra, da come ce la raccontano, che su questo gli scienziati siano tutti d'accordo. Sembra.
Se facciamo, però, una piccola ricerca su internet scopriamo che:
a. fra i gas serra, quello di gran lunga più importante( cioè influisce per il 75%-95%) per l'effetto riscaldamento è il vapor d'acqua (sotto forma di gas o nubi), di cui non si conoscono, ancora, le dinamiche;
b. a fronte di un costante aumento delle concentrazioni di CO²(anidride carbonica) nel corso del 20º secolo, la media globale della temperatura è aumentata, stranamente, in modo intermittente e non, come logica vorrebbe, in modo altrettanto costante; nel periodo che va dal 1940 al 1975, si verificò addirittura un'abbassamento della temperatura media globale, provocando una serie di articoli allarmisti di scienziati, che vi vedevano gli inizi di una nuova era glaciale;
il clima della Terra, è sempre stato soggetto a variazioni naturali: ci sono testimonianze archeologiche di coltivazioni di vite nella Britannia all'epoca romana, mentre nel 1600 e 1700 il Tamigi d'inverno era regolarmente ghiacciato; senza ovviamente parlare delle numerose glaciazioni e susseguenti “global warming” verificatisi prima della comparsa dell'uomo sul nostro pianeta;
c. gli scienziati sono molto divisi sulle cause del “global warming”, essendo la climatologia una scienza nuova, complessa e molto controversa;
d. molti scienziati ritengono del tutto marginale l'effetto dell'anidride carbonica e degli altri gas serra sul cambiamento climatico della Terra e ne attribuiscono invece la causa principale alle variazioni periodiche delle radiazioni del Sole (infatti è stato accertato che negli ultimi anni è aumentata, anche, la temperatura della superficie degli altri pianeti del Sistema Solare!);
e. anche se tutti gli Stati aderissero al Protocollo di Kyoto e ne centrassero le direttive, le conseguenze sul “global warming” sarebbero, a detta degli scienziati, del tutto trascurabili; invece i costi di un tale programma sarebbero altissimi e si scaricherebbero sui cittadini, con un aumento del costo dell'energia, in Italia già particolarmente alto per la nostra superficiale decisione di rinuncia al nucleare.

Il guru di Tony Blair, lord Giddens, qualche tempo fà dichiarò “per controllare il rischio, è necessario spaventare la gente”. Bene. Ci stanno riuscendo. Con quale obiettivo?
Uno scienziato climatologo, sull'argomento, ha detto che dobbiamo farci tre domande:
1. Il clima sta cambiando? 2. Perchè? 3. Che cosa dobbiamo fare?
Ecco le sue risposte.
Alla prima domanda si può rispondere che sì, dall'inizio del 20º secolo la temperatura è cresciuta, ma non sappiamo se continuerà inarrestabilmente a crescere o se siamo di fronte ad una delle oscillazioni climatiche, anche di breve periodo che, come abbiamo visto, sempre si sono verificate sulla Terra.
Alla seconda domanda dobbiamo, onestamente, rispondere che non lo sappiamo. Possiamo solo fare delle ipotesi.
Alla terza domanda si deve rispondere che dobbiamo, semplicemente, essere pronti ad adeguarci ai possibili ed inarrestabili cambiamenti climatici che, comunque, saranno lenti e graduali, e a fronte dei quali, e solo se necessario, saranno approntati gli interventi più opportuni.

Se poi vogliamo diminuire il consumismo ed in particolare quello relativo al petrolio, al carbone e al gas, siamo tutti d'accordo! Però per altri motivi.... e ce ne sono! Da quelli economici a quelli ambientali. Ma non prendiamo la scusa del cambiamento climatico!

Nel pubblico dibattito non c'è spazio, però, per chi non si allinea con la verità ufficiale! La Royal Society inglese ha addirittura tentato di impedire il finanziamento delle ricerche dei climatologi, che non condividono le sue allarmistiche opinioni sul clima. Gli scienziati, che non sono d'accordo con la verità ufficiale, non possono far altro che rifugiarsi su internet, l'unico spazio dove spiegano, su siti privati, le loro idee. Ma l'opinione pubblica, lo sappiamo, la fanno i giornali e, massimamente, la televisione, chi ha accesso a questi media e chi sta cavalcando questa emergenza per ragioni politiche (fra questi, Al Gore).
Si chiama “pubblica” ma è un'opinione su cui noi, “pubblico”, non abbiamo alcuna influenza: ce la servono già bella e confezionata.
20 Febbraio 2007
Variante al Piano Regolatore.Occhi puntati sull'Opposizione!



L'assessore all'urbanistica Ernesto Ballini sta attraversando un periodo di superlavoro. Eh si! ha deciso che questa Variante al Piano Regolatore s'ha, comunque, da fare! Almeno, bisogna farla arrivare in Regione. Ne va della sua credibilità politica! Per raggiungere quest'obiettivo è necessario che il Consiglio Comunale esamini e voti le oltre 200 "Osservazioni alla Variante", presentate da singoli cittadini , società e associazioni.
Se l'Opposizione non si agita più di tanto, ci vorranno una ventina di sedute del Consiglio per raggiungere l'obiettivo. In caso contrario, se l'Opposizione, in linea con quanto ha sempre affermato circa l'inadeguatezza di questa Variante, porterà avanti con decisione le idee portanti della sua "vision", in tema di sviluppo sostenibile del paese, allora i tempi di discussione della "Variante" si allungheranno. E come si allungheranno!
E' questa la preoccupazione della giunta Lucchese ma, in particolare, dell'assessore all'urbanistica, Ernesto Ballini.
Si dice che, da qualche tempo, occupi pressocchè a tempo pieno l'ufficio del Sindaco e abbia intrapreso una lunga serie di consultazioni con tutti gli esponenti dell'Opposizione, ovviamente presi uno alla volta e facendo ricorso a tutto il know-how di vecchio democristiano.
Mi aspetto che l'Opposizione, anche in questa occasione, dimostri di lavorare per il bene del paese. Mi aspetto che i rappresentanti dell'Opposizione sappiano accordarsi nel definire i criteri da seguire per valutare le "Osservazioni", avendo sempre, come stella polare il solo interesse dei cittadini.
Potrebbe essere l'occasione per coinvolgere finalmente l'intera cittadinanza ( e non solo i proprietari di terreni e gli speculatori edili!) nei problemi cruciali dello sviluppo edilizio ed urbanistico del paese, che stanno impattando gravemente la qualità di vita dei suoi abitanti.
Sarebbe, invece, estremamente sconveniente se apparisse che i rappresentanti dell'Opposizione si facessero irretire da calcoli di convenienza politico elettorale. In questo caso dovremmo arrivare alla conclusione che sono l'altra faccia della stessa medaglia. Medaglia, che sarebbe da buttar via, in toto!

Come "memento" per l'Opposizione, quì di seguito riporto le "Osservazioni" fatte , a suo tempo, dall'ass.ne ambientalista Fare Verde, e presentate anche dal Circolo di AN "G.Gentile", e dal Circolo di Forza Italia.



OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE GENERALE AL PRG
Adottata con delibera del C.C. n° 42 del 23 Dicembre 2003

1. OSSERVAZIONI AGLI ELABORATI GRAFICI

a. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Si osserva che la localizzazione del polo scolastico in località Valle Muta, nei pressi del Colle del Fagiano, in cui verrebbero accorpate tutte le scuole materne, elementari e medie oggi dislocate parte presso il centro storico, parte presso la frazione di Pontestorto, non tiene conto delle norme tecniche dettate nel DM del 18 dicembre 1975, in cui vengono stabiliti i principi di localizzazione (bacino d’utenza) delle scuole (punto 1.1) stabilendone le distanze ed i tempi massimi di percorrenza (tabella 1 – distanze: materna 300 mt. ; elementari 500 mt. ; medie inf. 1000mt. - tempi di percorrenza con mezzi di trasporto: materna, non previsti; elementari: 15 min.; medie inf. 15-30min.).
Anche se il citato DM risulta abolito (con riserva) dall’art. 12 comma 5 della Legge n° 23/96, il fatto che il Ministero della PI non abbia ancora emanato le norme quadro né le Regioni abbiano fatto altrettanto con le relative specifiche e conseguenziali norme tecniche esecutive (art. 5 commi 1 e 2 Legge 23/96), fa sì che gli enti competenti debbano prendere in considerazione gli indici di riferimento sopra specificati, come espressamente previsto, fino all’approvazione delle norme tecniche regionali.
In effetti la collocazione della scuola nell’area proposta obbligherebbe tutti i bambini ad utilizzare un mezzo di trasporto (mezzo pubblico, scuolabus o privato) per raggiungere la scuola, affrontando nei casi di insediamenti molto lontani (Monte Lungo, Monte Cardeto, Monte Pozzolana, Monte delle Rose), percorrenze di durata ben aldilà degli indici sopra riportati.
Percontro essendo i bacini di utenza che si vorrebbero accorpare eccessivamente lontani l’uno dall’altro (oltre 10 km), si ritiene opportuno avere due poli distinti, localizzati baricentricamente agli insediamenti da servire; uno in località ex 167 e Monte La Pera, al posto del previsto campo sportivo; l’altro in area da definire fra Colle Verde, Colle del Fagiano e Pontestorto.
Questa sistemazione, fra l’altro, predisponendo appositi percorsi pedonali e ciclabili, renderebbe possibile il raggiungimento della propria scuola da parte di una gran numero di bambini a piedi o in bicicletta.
Nell’area destinata al polo scolastico, acquisita regolarmente, e senza la zona di espansione C5, potrà trovare allocazione il nuovo campo sportivo per il calcio e l’atletica, una palestra, campi da tennis e piscine.

b. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Osserviamo che tale area (8 ettari) destinata a lottizzazione, è un ulteriore deprecabile consumo di terreno agricolo, che non ha alcuna giustificazione urbanistica, se non quella di contropartita al proprietario, che in cambio cederà l’area adiacente (22 ettari) necessaria all’insediamento del polo scolastico.
Contestiamo la modalità poco trasparente di procedere all’acquisizione di un terreno concedendo, in cambio, il passaggio di un’area da zona agricola E1 a zona di espansione C5. Infatti tale procedura rende di difficile determinazione l’effettivo valore del terreno acquisito, dipendendo questo dal valore assegnato al cambio di destinazione di un’area da zona E/1 (agricola senza vincoli) a zona di espansione C5.
D’altra parte viene completamente ignorato il valore negativo che l’impatto ambientale di tale scelta avrebbe sul territorio circostante.
E’ convinzione di molti cittadini che urbanisticamente parlando il territorio di Castelnuovo di Porto ha necessità di “ricucire” i vari insediamenti nati in modo disordinato negli anni passati. In questo caso non solo non si “ricuce” ma si crea un altro insediamento isolato in mezzo alla campagna con tutte le conseguenze sociali ed amministrative ben conosciute.
Pertanto richiediamo la cancellazione di detta zona di espansione ed il ripristino in zona agricola E1.

c. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Osserviamo che la zona di espansione C/5 prevista a nord dell’insediamento di Colle Verde, non risponde alla necessità di ricucire gli insediamenti esistenti di Colle del Fagiano, Colle Verde e Ponte Storto, nell’obiettivo di creare un solo insediamento compatto e completo di servizi pubblici, quali, scuole, cimitero, centri commerciali ecc.
Le zone di espansione, pertanto devono andarsi a collocare in direzione opposta a quanto previsto nella variante.
Chiediamo l’annullamento di tale zona di espansione e l’eventuale riposizionamento a sud di Colle Verde.

d. Tavola riguardante loc. Belvedere, M.te Pozzolana, M.te Vezzo, Fontana Giglio, Centro Storico, M.te Vario e M.te Funicolo
Osserviamo che nelle tavole di zonizzazione non è stata prevista nessuna area destinata a parco cittadino, ed in particolare la Val Cesara viene destinata a sottozona E/2, cioè agricola vincolata, che in ogni caso dà la possibilità di edificare su lotti di 3 ettari, risultando quindi un vincolo non adeguato all’importanza naturistica dell’area.
Proponiamo di classificare la val Cesara come sottozona G/5, parco territoriale urbano, allargando i suoi confini verso la Flaminia e verso la località di S. Sebastiano.

2. OSSERVAZIONI ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

a. Osserviamo che nell’art. 47 “sottozona E/1 – aree agricole non soggette a limitazioni” delle Norme Tecniche di Attuazione, è scritto che “in esse ( aree agricole non soggette a limitazioni n.d.r.) è consentita l’edificazione residenziale nella misura massima di un alloggio per ogni fondo effettivamente posto in coltura e avente una superficie minima di 10000 mq.”
La l.r. 38/99 richiede che i Comuni per autorizzare l’edificazione in aree agricole, definiscano le unità minime aziendali e le unità aziendali ottimali, con riferimento alle colture praticate. In mancanza di tale definizione, come è il caso del comune di Castelnuovo, il lotto minimo per l’edificazione è fissato in 30000 mq.
Pertanto quanto indicato nel suddetto art. 47 deve essere considerato fuori norma e ne chiediamo la rettifica.


RICHIESTA DI RIPUBBLICAZIONE DELLA VARIANTE GENERALE AL PRG
Abbiamo riscontrato alcuni vizi di forma che a nostro giudizio dovrebbero comportare la ripubblicazione della “Variante”.
Fra questi citiamo i seguenti:

a. Tavola riguardante loc. Belvedere, M.te Pozzolana, M.te Vezzo, Fontana Giglio, Centro Storico, M.te Vario e M.te Funicolo
Osserviamo che sugli elaborati grafici relativi alla richiamata tavola di zonizzazione, non sono riportati i confini del Parco di Veio ad ovest della S.S. Flaminia, rendendo in tal modo impossibile, da parte del cittadino, la verifica della salvaguardia dei vincoli di edificabilità dei terreni posti nel Parco.

b. Norme Tecniche di Attuazione, sia nella versione posta sul sito on line, sia in quella inserita sul CD, distribuito a pagamento (€ 15,00), non riporta la normativa relativa alla sottozona C3. Questo ha comportato un oggettivo limite all’informazione dovuta al cittadino, in contrasto con lo scritto e lo spirito della l.r. 38/99.