
Clima ideologico.
Impera il Pensiero Unico. Un giorno sì e l'altro pure da giornali, telegiornali e programmi di ambientalismo veniamo terrorizzati con l'incombente cambiamento climatico, che minaccia la Terra.
La responsabilità di questo “global warming”, di questo riscaldamento globale, ci dicono i mass media, è dei gas serra, che sono immessi nell'aria dalle attività umane: centrali elettriche, trasporti, industrie, ecc..Siamo noi con le nostre auto, le lavastoviglie, i condizionatori a provocare, direttamente e indirettamente, l'inquinamento dell'atmosfera e il conseguente aumento dell'effetto serra. Più di tutti, gli Amerikani, i signori del consumismo, che vengono additati al pubblico ludibrio.
Nel 1997, è stato sottoscritto il Protocollo di Kyoto con cui gli Stati si impegnano a ridurre di percentuali varianti, Stato per Stato, le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2010. Per esempio l'Italia è impegnata a ridurre dell'8%, come gli altri paesi europei, tali emissioni.
Il Protocollo di Kyoto elenca fra i gas serra, l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo.
Sembra che l'avvenire della vita sul nostro pianeta dipenda dalla attuazione del Protocollo di Kyoto, da parte di tutti gli Stati e, massimamente, da parte di quelli più industrializzati, altrimenti si prefigurano scenari apocalittici.
E sembra, da come ce la raccontano, che su questo gli scienziati siano tutti d'accordo. Sembra.
Se facciamo, però, una piccola ricerca su internet scopriamo che:
a. fra i gas serra, quello di gran lunga più importante( cioè influisce per il 75%-95%) per l'effetto riscaldamento è il vapor d'acqua (sotto forma di gas o nubi), di cui non si conoscono, ancora, le dinamiche;
b. a fronte di un costante aumento delle concentrazioni di CO²(anidride carbonica) nel corso del 20º secolo, la media globale della temperatura è aumentata, stranamente, in modo intermittente e non, come logica vorrebbe, in modo altrettanto costante; nel periodo che va dal 1940 al 1975, si verificò addirittura un'abbassamento della temperatura media globale, provocando una serie di articoli allarmisti di scienziati, che vi vedevano gli inizi di una nuova era glaciale;
il clima della Terra, è sempre stato soggetto a variazioni naturali: ci sono testimonianze archeologiche di coltivazioni di vite nella Britannia all'epoca romana, mentre nel 1600 e 1700 il Tamigi d'inverno era regolarmente ghiacciato; senza ovviamente parlare delle numerose glaciazioni e susseguenti “global warming” verificatisi prima della comparsa dell'uomo sul nostro pianeta;
c. gli scienziati sono molto divisi sulle cause del “global warming”, essendo la climatologia una scienza nuova, complessa e molto controversa;
d. molti scienziati ritengono del tutto marginale l'effetto dell'anidride carbonica e degli altri gas serra sul cambiamento climatico della Terra e ne attribuiscono invece la causa principale alle variazioni periodiche delle radiazioni del Sole (infatti è stato accertato che negli ultimi anni è aumentata, anche, la temperatura della superficie degli altri pianeti del Sistema Solare!);
e. anche se tutti gli Stati aderissero al Protocollo di Kyoto e ne centrassero le direttive, le conseguenze sul “global warming” sarebbero, a detta degli scienziati, del tutto trascurabili; invece i costi di un tale programma sarebbero altissimi e si scaricherebbero sui cittadini, con un aumento del costo dell'energia, in Italia già particolarmente alto per la nostra superficiale decisione di rinuncia al nucleare.
Il guru di Tony Blair, lord Giddens, qualche tempo fà dichiarò “per controllare il rischio, è necessario spaventare la gente”. Bene. Ci stanno riuscendo. Con quale obiettivo?
Uno scienziato climatologo, sull'argomento, ha detto che dobbiamo farci tre domande:
1. Il clima sta cambiando? 2. Perchè? 3. Che cosa dobbiamo fare?
Ecco le sue risposte.
Alla prima domanda si può rispondere che sì, dall'inizio del 20º secolo la temperatura è cresciuta, ma non sappiamo se continuerà inarrestabilmente a crescere o se siamo di fronte ad una delle oscillazioni climatiche, anche di breve periodo che, come abbiamo visto, sempre si sono verificate sulla Terra.
Alla seconda domanda dobbiamo, onestamente, rispondere che non lo sappiamo. Possiamo solo fare delle ipotesi.
Alla terza domanda si deve rispondere che dobbiamo, semplicemente, essere pronti ad adeguarci ai possibili ed inarrestabili cambiamenti climatici che, comunque, saranno lenti e graduali, e a fronte dei quali, e solo se necessario, saranno approntati gli interventi più opportuni.
Se poi vogliamo diminuire il consumismo ed in particolare quello relativo al petrolio, al carbone e al gas, siamo tutti d'accordo! Però per altri motivi.... e ce ne sono! Da quelli economici a quelli ambientali. Ma non prendiamo la scusa del cambiamento climatico!
Nel pubblico dibattito non c'è spazio, però, per chi non si allinea con la verità ufficiale! La Royal Society inglese ha addirittura tentato di impedire il finanziamento delle ricerche dei climatologi, che non condividono le sue allarmistiche opinioni sul clima. Gli scienziati, che non sono d'accordo con la verità ufficiale, non possono far altro che rifugiarsi su internet, l'unico spazio dove spiegano, su siti privati, le loro idee. Ma l'opinione pubblica, lo sappiamo, la fanno i giornali e, massimamente, la televisione, chi ha accesso a questi media e chi sta cavalcando questa emergenza per ragioni politiche (fra questi, Al Gore).
Si chiama “pubblica” ma è un'opinione su cui noi, “pubblico”, non abbiamo alcuna influenza: ce la servono già bella e confezionata.

