In memoria di Lucia Sanna.
Lucia Sanna ci ha lasciato. Io l'ho saputo solo giorni dopo a funerali fatti. E di questo ho grande rammarico. Avrei voluto rendere omaggio a una persona eccezionale, ad una Italiana eccezionale. Abitava a Monte Calcara e frequentemente la vedevo sulla sua Panda celeste, sempre indaffarata. L'avevo conosciuta qualche anno fa e mi aveva reso partecipe di suoi ricordi e di suoi documenti. Voleva che gli altri conoscessero altre verità, rispetto a quelle strombazzate dall'ipocrisia ufficiale. Suo fratello aveva militato nella “Decima”, nella Repubblica Sociale. Alla fine della guerra, a Torino, smessa la divisa, fu avvicinato, com'era avvenuto per altri suoi commilitoni, da partigiani comunisti, che gli proponevano di unirsi a loro. Una vera e propria richiesta di abiura per abbracciare una nuova “fede”. Oggi sappiamo che c'era un vero e proprio piano per l'eliminazione fisica, sistematica, di tutti i potenziali oppositori dei comunisti.
Dopo averne parlato con sua sorella decise di rifiutare l'offerta. La stessa integrità morale e lo stesso amor di Patria, che gli aveva fatto scegliere di combattere dalla parte della Repubblica Sociale, ora gli faceva rifiutare una comoda “riabilitazione” da parte di una banda di criminali.
Dopo alcuni giorni sparì.......... e solo molto tempo dopo, Lucia Sanna riuscì a rintracciarne il corpo fra i tanti assassinati durante e dopo le “radiose” giornate della “Liberazione”, che noi continuiamo a festeggiare il 25 Aprile.
In ricordo di Lucia Sanna, trascrivo alcuni brani dello straziante racconto, che rievoca le tragiche peripezie vissute per rintracciare la salma del fratello, e tre poesie: due scritte da lei stessa in commemorazione del congiunto, la terza scritta in suo onore da un
Davide Lajolo, suo conoscente, che da fascista convinto era in procinto di approdare, nella continua "ricerca di miti", nel Partito Comunista Italiano.
Lucia Sanna ricorda……
Cimitero di Torino ! Campo F ! campo dei fascisti……degli assassinati !
Da un angolo del campo con angoscia, in una ormai lontana mattina del Novembre 1945, guardavo le centinaia di fosse allineate, fosse senza nome, cumuli informi e spogli, che nella nebbia assumevano un aspetto di desolante abbandono.
Ero disperata. Dopo mesi di alternanti speranze e sconforti, di ricerche presso tutti i comandi partigiani ed alleati, avevo saputo che mai più mio Fratello sarebbe tornato tra di noi: lo avevano fucilato il 29 Aprile ad un angolo di strada della città.
Infreddolite le membra ed il cuore, immobile, quasi affascinata, guardavo quei cartellini su di ogni tumulo: "sconosciuto", "n.n." …
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I miei occhi erano spalancati e senza lacrime. Le avevo piante tutte le mie lacrime, unicamente sentivo la pena di vivere, di ricordare……..di vedere!
Dopo tanti mesi si era riusciti ad ottenere il permesso di riesumazione delle salme onde trovare qualche indizio per il loro riconoscimento. Mani amorose di sorelle e di madri alla ricerca dei loro cari, se ne assunsero l'incarico. Ogni mattina qualche fossa veniva aperta, cercato tra i poveri resti qualcosa che potesse permettere ad una madre di dire: "E' mio figlio".
Il segno veniva raccolto, veniva compilato un cartellino con l'indicazione della fossa….Silenziosa opera d'amore che non ha avuto altro elogio che la benedizione di coloro che hanno ritrovato un corpo adorato, hanno avuto una tomba su cui pregare.
Quella mattina ero andata pur'io al cimitero per assistere alla riesumazione, per cercare le spoglie di mio Fratello. Mi si avvicinò il custode e forse gli fece pena il mio viso stirato nello sforzo di essere forte e mi disse: "L'accompagno ove sono custoditi i cartellini delle fosse già aperte, chissà che non trovi tra di essi…….eviterà di assistere all'esumazione…"
Attraversammo il cimitero in silenzio, passammo nel campo ove erano i busti dei martiri della rivoluzione…..non c'erano più……una striscia nuda di terra…….dei pezzi di pietra……più in là c'è la tomba d'un ragazzo, d'un Balilla….la brina gelata al pallido raggio del sole gli dava come brividi di vita, sembrava avesse il viso bagnato di lacrime.
Oltre la camera mortuaria mi trovai in locali interni del cimitero di fronte alla porta d'uno stanzino. Aprii la porta con trepidazione ed entrai. Un locale di pochi metri quadrati, lungo i tre lati delle scansie di legno grezzo, alla rinfusa centinaia di pacchetti e buste dalle quali spuntava, qua un brano di stoffa lacera, là un angolo slabbrato di fotografia, una lettera ingiallita……
Non riuscivo ad alzare un braccio, a muovere un passo verso le scansie.
Ecco che cosa restava di centinaia di esistenze!
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Ed io cominciai il triste spoglio. Dapprima con ansia febbrile e poi sempre più piano.
Ogni tanto mi fermavo…….mi pareva di non poter più continuare…….ma erano attimi….tornate le forze ricominciavo……Quanti erano, mio Dio, quanti!
Ricordo che ad un cartellino era allegata una fotografia sbiadita di donna. Un volto giovane di donna bruna, forse la sposa, forse la fidanzata, forse l'amante; un volto sbiadito che aveva assunto un'espressione di sognante accorata dolcezza, di struggente tenerezza. Forse era stato lo sguardo che la donna ebbe nel salutare il suo uomo quel lontano giorno in cui partì per la guerra. Il soldato lo tenne chiuso nel cuore e lo fissò nella fotografia nell'ultimo appassionato sguardo dato prima di cadere. Dove sei donna della fotografia? Forse sei ancora in attesa, non sai arrenderti……oh vorrei stringerti tra le braccia e piangere con te.
Accanto ad un altro cartellino vi era un unico bottone e una mostrina tedesca. E' poco per riconoscere un uomo, troppo poco…..nessuno potrà mai dire chi è che aveva portato quella divisa!
"Italia bella, tutto bello, cielo, mare……..ma Germania mia terra!" Aveva gli occhi lucidi di pianto R…. quando parlava della sua terra, a tutti faceva vedere con orgoglio le fotografie della sua donna, della sua bimba bionda, della sua casa che s'era costruita da sé. Quanta nostalgia in lui. Faceva servizio allo scalo merci della stazione, con tutti parlava del suo ritorno e se qualcuno gli chiedeva mai perché facesse la guerra, lo guardava con meraviglia e diceva: Germania! Dovere! Un giorno giunse al Comando una comunicazione, in un bombardamento la sua casa era stata distrutta, i corpi della moglie e della bimba non erano più stati trovati! Per giorni ebbe negli occhi una luce di folle dolore, assunsero una fissità che spaventava. Ed ancora disse: Germania! Dovere!……poi aggiunse "non voler più tornare in Germania!”………..fu ucciso.
Con nella palma della mano il bottone, pensai a lui…..a R…..
Altre buste aprii…………e mi fermai ancora: una carta d'identità, un volto di bimba felice ed aperto. Partì alla conquista di un sogno. Crocerossina!!! Quando scoppiò la guerra era troppo giovane, una bimba, che rimandarono a giocare con le bambole, ma appena compì diciotto anni nulla più la trattenne. Poco durò il suo sogno! Fu stroncato all'angolo d'una via, fu insozzato da volgari insulti. Volevano tu chiedessi perdono! Ma di che, mio Dio? Iddio perdoni a loro per ciò che hanno fatto!! Ricordi la nostra canzone? Chissà quante volte, forse, la cantammo insieme:
" E fatte un giorno donne, diventerem sorelle!"
Sorella, sul ciglio della strada, non è molto, trovai una rondine, ( ci chiamavan "rondinelle" rammenti?) dei ragazzacci l'avevano uccisa a sassate. Negli occhi le era rimasta l'angosciosa domanda che avevano i tuoi: "Perché?"
Tremavano troppo le mie mani, più non riuscivo ad aprire le buste.
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Aprii tante altre buste ancora, tanti altri pacchetti………nulla!
Man mano rallentavo il ritmo della ricerca: Brani di divisa, di abiti da donna e da uomo si susseguirono…………..qualcuno mi fece fare un tuffo al cuore ma…………nulla.
Forse quel pezzo di giacca nera e sdrucita era di quel padre che venuto a cercare il corpo del figlio, trovatolo fra cento, cadde in un ultimo frenetico abbraccio perché osò protestare contro l'infamia commessa verso un ragazzo……….e quell'altro, forse, era un pezzo dell'abito di quell'anziano signore, che fu assassinato in un viale poiché un qualsiasi scamiciato energumeno, ubriaco, lanciò contro di lui la terribile accusa: "e' un fascista!"……e questa è la fotografia di una Mamma: sporca di sangue e terriccio quasi non si poteva vedere ne distinguere il volto, i capelli bianchi e l'atteggiamento stanco delle labbra era tutto ciò che era rimasto…….ma lo sguardo, lo indovinavo, conteneva le stesse strazianti domande che leggevo in tanti altri occhi: "che ti hanno fatto, Figlio?…."
Altre buste, altri pacchetti…..altre lacrime che non riuscivo a piangere ed enormemente pesavano sulle mie ciglia.
Non riuscivo a trovare nulla…….ormai ero alla fine, girai attorno lo sguardo come in un ultimo saluto ed alzai gli occhi all'ultimo piano delle scansie……..in un angolo era un cartellino rivoltato al rovescio ed attaccati ad esso con una clip alcuni brani di stoffa……guardai con occhi sbarrati, affascinati….non l'avevo ancora toccato ma già il mio cuore sapeva.
Piano alzai il braccio, lo presi: un pezzo d'abito spiegato grigio e bianco, un pezzetto dell'inconfondibile cravatta…….quando lessi: "Campo F, fossa n. 6" mi salì alle labbra un urlo….e poi non ricordo più nulla.
Più tardi mi ritrovai all'aperto con stretto nel pugno il cartellino………e finalmente piansi.
Volli andare subito a trovarlo, aprirono la fossa per il riconoscimento…….dovettero portarmi via a forza urlante ed incosciente. Rimase un suo amico. Era lui senza alcun dubbio. Giaceva con le braccia incrociate sul petto squarciato. La fronte era ancora bianca e distesa sotto il ciuffo dei neri capelli!!!
Ero stata fortunata, potevo tornare a casa e dire alla mamma: "L'abbiamo ritrovato, sappiamo dov'è seppellito. Pensa quante altre Mamme non lo sapranno mai!"
Lucia Sanna.
29 aprile 1955
In gola ho un nodo di pianto
nel cuore un immenso rimpianto
del tuo sorriso amato!
Quanto tempo è passato!
Dieci lunghi, brevissimi anni,
la vita con tormenti ed inganni,
ci ha tutti invecchiati,
i capelli di Mamma sono imbiancati
e tu, giovane sempre, dalla cornice
sorridi al tuo ideale, felice!
Un vile ti ha tolto la vita,
la morte, t'ha dato giovinezza infinita!
Sommessamente stasera
la nostra bella preghiera
salirà in alto nei cieli
imitata da cuori fedeli,
culminerà in un coro potente,
nel nostro appello “Presente”.
Lucia Sanna
29 Aprile 1989
Sono passati gli anni.
Quanti?
Tanti!
Il dolore è sempre uguale!
Come in quei giorni lontani
un'angoscia mortale
mi opprime.
Ma ora so che avevamo ragione,
Tu sei morto per un ideale
che non hai visto sporcare.
In noi è rimasto il rimpianto
di giovinezza perduta,
di esaltanti sentimenti,
di anni splendenti
di un passato irripetibile.
Le generazioni dopo di noi
questo non l'hanno avuto.
Siamo stati fortunati.
Lucia Sanna
Per una italiana
Sui neri occhi l'illusione s'inquieta
per il mondo cattivo e la vita vera
ti urge dentro, né sai l'amarezza
della disperazione solitaria;
così tra i capelli s'attorce la tua
dura volontà di essere viva
e di credere ancora.
Nel lento migrare il tuo sguardo
ripugna vergini panorami
d'antiche età e nella pupilla
riposa l'ansia.
Neppure il tuo nome, né di te il cuore
conosco ma ti so forte anche se spesso
nel viso assonnato t'ho scoperta
bambina.
Arido ho dentro il sangue e la mia
poesia si sfibra in scabra ricerca
di miti e scavo dentro una ad una
le parole essenziali.
Mi sento amarissimo e la mia forza
di soldato si è vinta ed il mio
ardore d'uomo e l'umanità.
Sola è rimasta la pena d'esistere
lenta come l'esilio.
Ascolta questo canto, per il bagliore
dei tuoi occhi illuminati.
Davide Lajolo


Una rete effimera per un morto.
Qualche settimana fa un anziano signore è stato investito e ucciso dal treno Roma-Viterbo, nei pressi della stazione di Riano.
E' uno dei tanti utenti della ferrovia che, abitando in località Montelungo e Monte Calcara, per raggiungere o lasciare la stazione di Riano, utilizzano un percorso ai margini e fra i sassi della sede ferroviaria.
L'alternativa, d'altra parte, sarebbe di avviarsi lungo la “Flaminia”, percorso senz'altro più lungo e non meno pericoloso.
In una petizione al sindaco di Castelnuovo di Porto, un centinaio di cittadini abitanti nelle località citate, chiesero, fra altre cose, circa due anni fa, che fossero fatti i passi opportuni presso il gestore della linea ferroviaria per l'edificazione di una passerella pedonale sopraelevata, che consentisse l'accesso, in sicurezza, alla stazione di Riano, da parte degli abitanti della zona.
Il sindaco, d'altra parte, nella Variante al Piano Regolatore, ancora nel suo itinere di approvazione, si è preoccupato di rendere edificabili, tutti i terreni agricoli al di qua della ferrovia, prevedendo quindi un insediamento totale, nella zona, di oltre cinquecento famiglie, senza preoccuparsi minimamente del problema relativo all'accesso alla stazione ferroviaria. Chissenefrega! I cittadini si arrangino! Quel che conta è accontentare proprietari di terreni e costruttori.
E, il cittadino si arrangia. Poi, può capitare, ci scappa il morto.
E, allora, che si fa?
Il sindaco ignora totalmente il fatto e continua a fregarsene.
Immaginate quanto sarebbe stato civile un manifesto di cordoglio per l'accaduto e per dichiarare agli abitanti della località, che il sindaco prendeva coscienza del grave problema ed esprimeva la volontà di provvedere alla sua soluzione in tempi ristretti?
No. E' vero? Purtroppo non riusciamo neanche ad immaginarlo.
Interviene, invece, la Cotral, società di gestione della ferrovia. Qualche giorno dopo l'accaduto, infatti, un piccolo gruppo di operai ha steso, in fretta e furia, una rete con qualche paletto per chiudere l'accesso alla sede ferroviaria.
Intervento che, più che la soluzione di un problema, è stata la creazione di un alibi ex-post da parte della società ferroviaria. E sì, l'accesso alla sede ferroviaria è vietato, e un cartello in bella mostra cita articoli e commi della legge, ma la società di gestione ha il dovere di chiudere le pericolose e vietate vie d'accesso alla sede ferroviaria.
Ma, appunto, non era la soluzione del problema. Agli utenti della ferrovia non sono state trovate alternative sicure per l'accesso alla stazione. E allora............gli utenti hanno abbattuto dopo qualche giorno l'effimera rete.
22 Febbraio 2007

Clima ideologico.


Impera il Pensiero Unico. Un giorno sì e l'altro pure da giornali, telegiornali e programmi di ambientalismo veniamo terrorizzati con l'incombente cambiamento climatico, che minaccia la Terra.
La responsabilità di questo “global warming”, di questo riscaldamento globale, ci dicono i mass media, è dei gas serra, che sono immessi nell'aria dalle attività umane: centrali elettriche, trasporti, industrie, ecc..Siamo noi con le nostre auto, le lavastoviglie, i condizionatori a provocare, direttamente e indirettamente, l'inquinamento dell'atmosfera e il conseguente aumento dell'effetto serra. Più di tutti, gli Amerikani, i signori del consumismo, che vengono additati al pubblico ludibrio.
Nel 1997, è stato sottoscritto il Protocollo di Kyoto con cui gli Stati si impegnano a ridurre di percentuali varianti, Stato per Stato, le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2010. Per esempio l'Italia è impegnata a ridurre dell'8%, come gli altri paesi europei, tali emissioni.
Il Protocollo di Kyoto elenca fra i gas serra, l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo.
Sembra che l'avvenire della vita sul nostro pianeta dipenda dalla attuazione del Protocollo di Kyoto, da parte di tutti gli Stati e, massimamente, da parte di quelli più industrializzati, altrimenti si prefigurano scenari apocalittici.
E sembra, da come ce la raccontano, che su questo gli scienziati siano tutti d'accordo. Sembra.
Se facciamo, però, una piccola ricerca su internet scopriamo che:
a. fra i gas serra, quello di gran lunga più importante( cioè influisce per il 75%-95%) per l'effetto riscaldamento è il vapor d'acqua (sotto forma di gas o nubi), di cui non si conoscono, ancora, le dinamiche;
b. a fronte di un costante aumento delle concentrazioni di CO²(anidride carbonica) nel corso del 20º secolo, la media globale della temperatura è aumentata, stranamente, in modo intermittente e non, come logica vorrebbe, in modo altrettanto costante; nel periodo che va dal 1940 al 1975, si verificò addirittura un'abbassamento della temperatura media globale, provocando una serie di articoli allarmisti di scienziati, che vi vedevano gli inizi di una nuova era glaciale;
il clima della Terra, è sempre stato soggetto a variazioni naturali: ci sono testimonianze archeologiche di coltivazioni di vite nella Britannia all'epoca romana, mentre nel 1600 e 1700 il Tamigi d'inverno era regolarmente ghiacciato; senza ovviamente parlare delle numerose glaciazioni e susseguenti “global warming” verificatisi prima della comparsa dell'uomo sul nostro pianeta;
c. gli scienziati sono molto divisi sulle cause del “global warming”, essendo la climatologia una scienza nuova, complessa e molto controversa;
d. molti scienziati ritengono del tutto marginale l'effetto dell'anidride carbonica e degli altri gas serra sul cambiamento climatico della Terra e ne attribuiscono invece la causa principale alle variazioni periodiche delle radiazioni del Sole (infatti è stato accertato che negli ultimi anni è aumentata, anche, la temperatura della superficie degli altri pianeti del Sistema Solare!);
e. anche se tutti gli Stati aderissero al Protocollo di Kyoto e ne centrassero le direttive, le conseguenze sul “global warming” sarebbero, a detta degli scienziati, del tutto trascurabili; invece i costi di un tale programma sarebbero altissimi e si scaricherebbero sui cittadini, con un aumento del costo dell'energia, in Italia già particolarmente alto per la nostra superficiale decisione di rinuncia al nucleare.

Il guru di Tony Blair, lord Giddens, qualche tempo fà dichiarò “per controllare il rischio, è necessario spaventare la gente”. Bene. Ci stanno riuscendo. Con quale obiettivo?
Uno scienziato climatologo, sull'argomento, ha detto che dobbiamo farci tre domande:
1. Il clima sta cambiando? 2. Perchè? 3. Che cosa dobbiamo fare?
Ecco le sue risposte.
Alla prima domanda si può rispondere che sì, dall'inizio del 20º secolo la temperatura è cresciuta, ma non sappiamo se continuerà inarrestabilmente a crescere o se siamo di fronte ad una delle oscillazioni climatiche, anche di breve periodo che, come abbiamo visto, sempre si sono verificate sulla Terra.
Alla seconda domanda dobbiamo, onestamente, rispondere che non lo sappiamo. Possiamo solo fare delle ipotesi.
Alla terza domanda si deve rispondere che dobbiamo, semplicemente, essere pronti ad adeguarci ai possibili ed inarrestabili cambiamenti climatici che, comunque, saranno lenti e graduali, e a fronte dei quali, e solo se necessario, saranno approntati gli interventi più opportuni.

Se poi vogliamo diminuire il consumismo ed in particolare quello relativo al petrolio, al carbone e al gas, siamo tutti d'accordo! Però per altri motivi.... e ce ne sono! Da quelli economici a quelli ambientali. Ma non prendiamo la scusa del cambiamento climatico!

Nel pubblico dibattito non c'è spazio, però, per chi non si allinea con la verità ufficiale! La Royal Society inglese ha addirittura tentato di impedire il finanziamento delle ricerche dei climatologi, che non condividono le sue allarmistiche opinioni sul clima. Gli scienziati, che non sono d'accordo con la verità ufficiale, non possono far altro che rifugiarsi su internet, l'unico spazio dove spiegano, su siti privati, le loro idee. Ma l'opinione pubblica, lo sappiamo, la fanno i giornali e, massimamente, la televisione, chi ha accesso a questi media e chi sta cavalcando questa emergenza per ragioni politiche (fra questi, Al Gore).
Si chiama “pubblica” ma è un'opinione su cui noi, “pubblico”, non abbiamo alcuna influenza: ce la servono già bella e confezionata.
20 Febbraio 2007
Variante al Piano Regolatore.Occhi puntati sull'Opposizione!



L'assessore all'urbanistica Ernesto Ballini sta attraversando un periodo di superlavoro. Eh si! ha deciso che questa Variante al Piano Regolatore s'ha, comunque, da fare! Almeno, bisogna farla arrivare in Regione. Ne va della sua credibilità politica! Per raggiungere quest'obiettivo è necessario che il Consiglio Comunale esamini e voti le oltre 200 "Osservazioni alla Variante", presentate da singoli cittadini , società e associazioni.
Se l'Opposizione non si agita più di tanto, ci vorranno una ventina di sedute del Consiglio per raggiungere l'obiettivo. In caso contrario, se l'Opposizione, in linea con quanto ha sempre affermato circa l'inadeguatezza di questa Variante, porterà avanti con decisione le idee portanti della sua "vision", in tema di sviluppo sostenibile del paese, allora i tempi di discussione della "Variante" si allungheranno. E come si allungheranno!
E' questa la preoccupazione della giunta Lucchese ma, in particolare, dell'assessore all'urbanistica, Ernesto Ballini.
Si dice che, da qualche tempo, occupi pressocchè a tempo pieno l'ufficio del Sindaco e abbia intrapreso una lunga serie di consultazioni con tutti gli esponenti dell'Opposizione, ovviamente presi uno alla volta e facendo ricorso a tutto il know-how di vecchio democristiano.
Mi aspetto che l'Opposizione, anche in questa occasione, dimostri di lavorare per il bene del paese. Mi aspetto che i rappresentanti dell'Opposizione sappiano accordarsi nel definire i criteri da seguire per valutare le "Osservazioni", avendo sempre, come stella polare il solo interesse dei cittadini.
Potrebbe essere l'occasione per coinvolgere finalmente l'intera cittadinanza ( e non solo i proprietari di terreni e gli speculatori edili!) nei problemi cruciali dello sviluppo edilizio ed urbanistico del paese, che stanno impattando gravemente la qualità di vita dei suoi abitanti.
Sarebbe, invece, estremamente sconveniente se apparisse che i rappresentanti dell'Opposizione si facessero irretire da calcoli di convenienza politico elettorale. In questo caso dovremmo arrivare alla conclusione che sono l'altra faccia della stessa medaglia. Medaglia, che sarebbe da buttar via, in toto!

Come "memento" per l'Opposizione, quì di seguito riporto le "Osservazioni" fatte , a suo tempo, dall'ass.ne ambientalista Fare Verde, e presentate anche dal Circolo di AN "G.Gentile", e dal Circolo di Forza Italia.



OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE GENERALE AL PRG
Adottata con delibera del C.C. n° 42 del 23 Dicembre 2003

1. OSSERVAZIONI AGLI ELABORATI GRAFICI

a. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Si osserva che la localizzazione del polo scolastico in località Valle Muta, nei pressi del Colle del Fagiano, in cui verrebbero accorpate tutte le scuole materne, elementari e medie oggi dislocate parte presso il centro storico, parte presso la frazione di Pontestorto, non tiene conto delle norme tecniche dettate nel DM del 18 dicembre 1975, in cui vengono stabiliti i principi di localizzazione (bacino d’utenza) delle scuole (punto 1.1) stabilendone le distanze ed i tempi massimi di percorrenza (tabella 1 – distanze: materna 300 mt. ; elementari 500 mt. ; medie inf. 1000mt. - tempi di percorrenza con mezzi di trasporto: materna, non previsti; elementari: 15 min.; medie inf. 15-30min.).
Anche se il citato DM risulta abolito (con riserva) dall’art. 12 comma 5 della Legge n° 23/96, il fatto che il Ministero della PI non abbia ancora emanato le norme quadro né le Regioni abbiano fatto altrettanto con le relative specifiche e conseguenziali norme tecniche esecutive (art. 5 commi 1 e 2 Legge 23/96), fa sì che gli enti competenti debbano prendere in considerazione gli indici di riferimento sopra specificati, come espressamente previsto, fino all’approvazione delle norme tecniche regionali.
In effetti la collocazione della scuola nell’area proposta obbligherebbe tutti i bambini ad utilizzare un mezzo di trasporto (mezzo pubblico, scuolabus o privato) per raggiungere la scuola, affrontando nei casi di insediamenti molto lontani (Monte Lungo, Monte Cardeto, Monte Pozzolana, Monte delle Rose), percorrenze di durata ben aldilà degli indici sopra riportati.
Percontro essendo i bacini di utenza che si vorrebbero accorpare eccessivamente lontani l’uno dall’altro (oltre 10 km), si ritiene opportuno avere due poli distinti, localizzati baricentricamente agli insediamenti da servire; uno in località ex 167 e Monte La Pera, al posto del previsto campo sportivo; l’altro in area da definire fra Colle Verde, Colle del Fagiano e Pontestorto.
Questa sistemazione, fra l’altro, predisponendo appositi percorsi pedonali e ciclabili, renderebbe possibile il raggiungimento della propria scuola da parte di una gran numero di bambini a piedi o in bicicletta.
Nell’area destinata al polo scolastico, acquisita regolarmente, e senza la zona di espansione C5, potrà trovare allocazione il nuovo campo sportivo per il calcio e l’atletica, una palestra, campi da tennis e piscine.

b. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Osserviamo che tale area (8 ettari) destinata a lottizzazione, è un ulteriore deprecabile consumo di terreno agricolo, che non ha alcuna giustificazione urbanistica, se non quella di contropartita al proprietario, che in cambio cederà l’area adiacente (22 ettari) necessaria all’insediamento del polo scolastico.
Contestiamo la modalità poco trasparente di procedere all’acquisizione di un terreno concedendo, in cambio, il passaggio di un’area da zona agricola E1 a zona di espansione C5. Infatti tale procedura rende di difficile determinazione l’effettivo valore del terreno acquisito, dipendendo questo dal valore assegnato al cambio di destinazione di un’area da zona E/1 (agricola senza vincoli) a zona di espansione C5.
D’altra parte viene completamente ignorato il valore negativo che l’impatto ambientale di tale scelta avrebbe sul territorio circostante.
E’ convinzione di molti cittadini che urbanisticamente parlando il territorio di Castelnuovo di Porto ha necessità di “ricucire” i vari insediamenti nati in modo disordinato negli anni passati. In questo caso non solo non si “ricuce” ma si crea un altro insediamento isolato in mezzo alla campagna con tutte le conseguenze sociali ed amministrative ben conosciute.
Pertanto richiediamo la cancellazione di detta zona di espansione ed il ripristino in zona agricola E1.

c. Tavola riguardante M.te del Fagiano, Tre Pontoni, M.te della Camera, Ponte Storto e Ripalta
Osserviamo che la zona di espansione C/5 prevista a nord dell’insediamento di Colle Verde, non risponde alla necessità di ricucire gli insediamenti esistenti di Colle del Fagiano, Colle Verde e Ponte Storto, nell’obiettivo di creare un solo insediamento compatto e completo di servizi pubblici, quali, scuole, cimitero, centri commerciali ecc.
Le zone di espansione, pertanto devono andarsi a collocare in direzione opposta a quanto previsto nella variante.
Chiediamo l’annullamento di tale zona di espansione e l’eventuale riposizionamento a sud di Colle Verde.

d. Tavola riguardante loc. Belvedere, M.te Pozzolana, M.te Vezzo, Fontana Giglio, Centro Storico, M.te Vario e M.te Funicolo
Osserviamo che nelle tavole di zonizzazione non è stata prevista nessuna area destinata a parco cittadino, ed in particolare la Val Cesara viene destinata a sottozona E/2, cioè agricola vincolata, che in ogni caso dà la possibilità di edificare su lotti di 3 ettari, risultando quindi un vincolo non adeguato all’importanza naturistica dell’area.
Proponiamo di classificare la val Cesara come sottozona G/5, parco territoriale urbano, allargando i suoi confini verso la Flaminia e verso la località di S. Sebastiano.

2. OSSERVAZIONI ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

a. Osserviamo che nell’art. 47 “sottozona E/1 – aree agricole non soggette a limitazioni” delle Norme Tecniche di Attuazione, è scritto che “in esse ( aree agricole non soggette a limitazioni n.d.r.) è consentita l’edificazione residenziale nella misura massima di un alloggio per ogni fondo effettivamente posto in coltura e avente una superficie minima di 10000 mq.”
La l.r. 38/99 richiede che i Comuni per autorizzare l’edificazione in aree agricole, definiscano le unità minime aziendali e le unità aziendali ottimali, con riferimento alle colture praticate. In mancanza di tale definizione, come è il caso del comune di Castelnuovo, il lotto minimo per l’edificazione è fissato in 30000 mq.
Pertanto quanto indicato nel suddetto art. 47 deve essere considerato fuori norma e ne chiediamo la rettifica.


RICHIESTA DI RIPUBBLICAZIONE DELLA VARIANTE GENERALE AL PRG
Abbiamo riscontrato alcuni vizi di forma che a nostro giudizio dovrebbero comportare la ripubblicazione della “Variante”.
Fra questi citiamo i seguenti:

a. Tavola riguardante loc. Belvedere, M.te Pozzolana, M.te Vezzo, Fontana Giglio, Centro Storico, M.te Vario e M.te Funicolo
Osserviamo che sugli elaborati grafici relativi alla richiamata tavola di zonizzazione, non sono riportati i confini del Parco di Veio ad ovest della S.S. Flaminia, rendendo in tal modo impossibile, da parte del cittadino, la verifica della salvaguardia dei vincoli di edificabilità dei terreni posti nel Parco.

b. Norme Tecniche di Attuazione, sia nella versione posta sul sito on line, sia in quella inserita sul CD, distribuito a pagamento (€ 15,00), non riporta la normativa relativa alla sottozona C3. Questo ha comportato un oggettivo limite all’informazione dovuta al cittadino, in contrasto con lo scritto e lo spirito della l.r. 38/99.

27 Gennaio 2007
Qualità della vita a Castelnuovo - 2


Finalmente, il Comune ha lasciato l'accampamento di containers in cui erano sistemati gli uffici, già da qualche anno, e buona parte di essi è stato trasferito nel restaurato palazzetto Paradisi.
Buona parte, non tutti, perchè come si è sempre saputo palazzetto Paradisi non ha capienza per accogliere tutti gli uffici comunali.
Questo è un ulteriore disagio per il povero cittadino di Castelnuovo.
Immaginate infatti il malcapitato, che ha bisogno di rivolgersi a qualche ufficio comunale e proviene da un centro residenziale periferico, Montelungo piuttosto che Valle Joro piuttosto che Colle del Fagiano. Arriva con l'auto, fà alcuni giri per tentare di parcheggiare il più vicino possibile a palazzetto Paradisi, poi disperato finisce col dover parcheggiare giù, all'ex campo sportivo (se è fortunato, perchè se è giorno d'udienza al tribunale, avrà difficoltà anche lì).
Parcheggiata l'auto, si dirige a piedi verso piazza V. Veneto, arrampicandosi a fatica su una salita che, a occhio e croce, è del 50%, con un selciato di calcestruzzo, sconnesso e con ciottoli scivolosi in rilievo. Vogliamo solo il meglio per una popolazione con maggioranza di persone anziane!
Diciamo che il nostro personaggio riesce, finalmente, ad arrivare al palazzetto Paradisi. Se è fortunato ha trovato il suo ufficio, ma se per caso aveva bisogno, per esempio dei “servizi scolastici”, si vedrà indirizzato all'”ex lavatoio”, dove questi uffici hanno trovato collocazione. E fin quì neanche tanto male, essendo questi non molto distanti e tranquillamente raggiungibili a piedi. Il problema sorge se il meschino cercava l'”anagrafe”, per richiedere, che so io, uno stato di famiglia o per rinnovare la carta d'identità. Si sentirà dire che deve andare fin sulla via Flaminia, là dove prima erano sistemati gli uffici del “Giudice di Pace”, accanto al ristorante “il Burino”.
Forse, a Roma, sarebbe stato possibile in questo caso, prendere un autobus o il tram o, al limite, un taxi, quì a Castelnuovo non hai scelta: devi andarti a riprendere l'auto!
Ve lo immaginate il poveretto, imprecante, che dovrà ritornare al parcheggio e rifare a ritroso la strada? Quel ciottolato che già era pericoloso in salita, ora, in discesa, lo è molto di più e il rischio di scivolare e rompersi qualche gamba diventa ancora maggiore!
Ma questo è ancora niente! Il bello per il nostro malcapitato cittadino sarà quando arrivato in auto sulla Flaminia, si troverà a vivere la sua “mission impossible”, cioè trovare, di nuovo, un posto per parcheggiare l'auto. Chiunque conosca la zona capirà subito cosa voglio dire e si è già messo a ridere. Ma, sembra, che il Sindaco e la sua Amministrazione ci vogliono far piangere!
Però, quanto è bello vivere a Castelnuovo!